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31/01/06    Crescita.
Ogni giorno Francesca conquista sempre più la sua indipendenza. Oggi si è seduta a tavolino ed ha mangiato completamente da sola un piattone di pasta e un bel pezzo di polpettone. Questo è il periodo in cui lei vuole salire (da sola) ovunque ci sia un punto d'appoggio: tavolini, sedie, divani. Poi le piace indossare (a modo suo) i capi di abbigliamento e le scarpe della mamma. La befana le ha portato una particolare pianola che suona e parla ad ogni tocco dei tanti oggetti di cui è composta e Francesca si diverte a fare la D.J. componendo musiche anche interessanti. Ma la sua grande passione resta l'acqua. Passa ore a versare il contenuto di un bicchiere in un altro e così via finchè non ne resta più una goccia in nessuno dei due, ma l'acqua si trova sparsa ovunque per la casa. Sta crescendo. In macchina non protesta più, le piace uscire e sta buona nel suo sediolino ad osservare il panorama, con pazienza e rassegnazione. I suoi gusti alimentari stanno cambiando, ultimamente preferisce la carne e l'insalata, la settimana scorsa si accontentava della pasta, chissà cosa pretenderà la prossima settimana: caviale e champagne?

Francesca e i suoi occhioni.


29/01/06    Il refill.
Un altro fine settimana passato tranquillamente. Venerdì pomeriggio Francesca ha fatto la visita periodica dal pediatra e anche questa volta ci ha soddisfatti. E' più lunga che grassa ma rientra comunque nella norma delle bambine di 18 mesi. Per quanto riguarda invece lo sviluppo mentale è anche avanti, si comporta come una bambina di almeno 24 mesi. Sabato sera abbiamo provato un locale Texano il "Golden Rule" (letteralmente "La regola d'oro"), dove cucinano un'ottima carne, tenerissima, con il forno a legna (rarissimo da queste parti) con contorno di baked potatoes, beans e corn (patate al cartoccio, fagioli e pannocchie abbrustolita). La cosa interessante da queste parti è che il "refill" è gratuito (cioè se prendi un secondo bicchiere della bibita che hai scelto, non lo paghi) e un bicchiere da 50 cl di Coca Cola (che con refill diventa 1 litro), anche se si tratta soltanto di ghiaccio colorato, costa soltanto 1 dollaro e mezzo, poco più di 1 euro. Da noi un bicchiere di Coca Cola sarà anche pieno soltanto di Coca Cola, ma costa da 5 a 10 volte di più!

Francesca con le labbra a cuoricino.


26/01/06    Imitazioni.
Tanti auguri di buon compleanno al mio cugino omonimo di Napoli, l'architetto. Mandiamo inoltre un pensiero e un grande augurio di pronta guarigione al piccolo Francesco che a soli tre anni ha già scoperto cosa sia il dolore. Francesca è sempre più vivace e chiacchierona. Non smette mai di parlare, a volte utilizzando vere parole, a volte inventando neologismi. Non bisogna mai permettere che arrivi all'ora della buonanotte fresca e riposata, altrimenti comincia a intraprendere complicati discorsi in piedi sul letto, a fare veri e propri comizi, per ore e ore. Ormai conosce a memoria i nomi di tutti i nostri familiari e li sa associare ai volti. Malgrado viviamo tanto lontano e ci vediamo non più di due volte l'anno, Gianna è riuscita a mantenere fresco il ricordo di tutti e quando Francesca li vede in fotografia o in videochat, non ha incertezze, chiama tutti per nome, entusiasta, imitandone gesti e smorfie. E' incredibile questo rapporto a distanza. Lei si è abituata a vedere i nonni nel monitor del computer e ne sente sinceramente la mancanza se qualche volta salta il collegamento. Il suo primo pensiero la mattina è il saluto ai parenti lontani. Siamo riusciti, in qualche modo, a stabilire un ponte virtuale verso l'Italia che viene percorso ogni giorno con naturalezza da tutti e tre. Meraviglie (e vantaggi) della tecnologia.

Un'espressione tipica di Francesca mentre fa l'imitazione di zio Antonio.


24/01/06    Comodità di viaggio.
Durante le ultime vacanze in Florida ho avuto modo di provare la macchina nuova. Soprattutto ho avuto la possibilità di saggiare la guida di un'auto con cambio automatico sulle lunghe distanze. Un accessorio fantastico delle auto americane è il Cruise Control. Inizialmente pensavo fosse uno di quegli stupidi computer di bordo che fanno il calcolo dell'autonomia dell'auto in tempo reale. Invece si è rivelata una manna, soprattutto sulle lunghe distanze. Praticamente è un pilota automatico che, quando inserito, permette di mantenere costante la velocità, qualsiasi sia l'andamento del terreno, senza dover premere l'acceleratore. E' un dispositivo che consente di non superare mai il limite di velocità e fa riposare anche il piede destro (quello sinistro non viene mai impiegato). Praticamente è come andare in treno. Bisogna soltanto stare svegli e controllare che la macchina rimanga nella propria corsia. Ma anche per questo ci sono alcuni aiuti come le strisce rumorose (anche quelle centrali). Comunque la maggior parte delle strade in America sono rettilinei interminabili lunghi centinaia di chilometri e non c'è bisogno di correggere la rotta. E la cosa più importante è che quasi tutte le auto hanno questo dispositivo e tutti lo usano, per cui è difficile incontrare auto che accelerano o rallentano all'improvviso. Tutti vanno per file parallele, composti, ordinati ed educati, tutti alla stessa velocità. Perchè mai si dovrebbe frenare o accelerare?

Una sequenza divertente di Francesca.


22/01/06    La noia.
Completamente superata l'influenza. Anche Gianna è stata minacciata ma l'ha sconfitta sul nascere con pieno onore. Anzi ora mi chiede la parola.
Gianna: mancano ancora 717 giorni all'alba! Per favore veniteci a prendere! Quì il tempo non passa mai. Oramai conosciamo a memoria tutti i negozi di Hansville. Ci manca l'Italia, ci mancano tutti. Mi manca tantissimo il mio lavoro. Anche se ogni giorno tornavo a casa stanca e con forti mal di testa ero soddisfatta. Le giornate volavano. Mi mancano le lunghe pause di Patrizia, la mia ex titolare, l'unica donna che riesce a guidare, telefonare e scrivere contemporaneamente, una donna a modo suo fantastica...
Piero: effettivamente dopo quasi dieci giorni bloccati in casa per le influenze, la pioggia continua, l'assenza di Ersilia e Paul (che se la stanno spassando in Florida), ed il confronto inevitabile tra la vita di Huntsville e quella che abbiamo lasciato in Florida, la noia mortale ci sta assalendo. E' inevitabile e l'abbiamo vissuto anche dopo le gite a Las Vegas e a Washington. Non c'è altro posto negli Stati Uniti che regga il confronto con Huntsville (o meglio è il contrario). Ma questa nostalgia passerà in breve tempo. Già con le prime giornate primaverili e l'avvicinarsi della partenza per l'Italia, l'umore generale migliorerà.

Francesca se la ride.


19/01/06    Virus (un'altra volta).
L'influenza ha colpito ancora. Dopo Francesca anch'io ho passato gran parte delle ultime quarantotto ore seduto in bagno. Ma ora sto meglio. Nei giorni scorsi non abbiamo potuto ricordare i compleanni di Rosalba, Gabrio, Domenico e Claudio (l'amichetto di Francesca). Oggi si festeggia il compleanno di Antonio, il fratellone di Gianna (zioooooo per Francesca). Tantissimi auguri a tutti, e per Antonio: sempre Forza Juve! Oggi ho provato la mia prima esperienza con la struttura sanitaria americana. Sono andato in uno dei tanti ambulatori dove si trovano i medici di famiglia. E' più semplice fare il medico qui. Prima di tutto esiste una squadra di infermieri che ti sottopongono questionari, ti misurano, ti testano, prelevano il sangue, fanno radiografie e alla fine, quando il quadro clinico è definito, appare il dottore che non fa altro che trarre conclusioni. Dopo tre ore di attese snervanti tra un esame e l'altro, la dottoressa ha finalmente diagnosticato quello che sapevo già da almeno un paio di giorni: il solito virus, ce l'hanno quasi tutti in questo periodo... Infatti io l'ho preso da Francesca che a sua volta l'aveva preso da qualche altro bambino. Il risultato è che in questo modo, per un semplice virus, hanno potuto incassare i soldi dell'assicurazione non solo per la visita ma anche per le analisi e le radiografie.

Francesca con le mani nel sacco.


15/01/06    Animali.
Francesca sta un po' meglio ma comunque siamo rimasti in casa tutto il giorno. Abbiamo potuto gustare la bella giornata soltanto per un'oretta stamattina quando siamo andati a messa (ha guidato Gianna). Oggi voglio parlare di animali. Il rapporto tra gli abitanti di questa parte del mondo e gli animali è completamente diverso dal nostro. Gli animali domestici sono veramente domestici, non si sentono, sono chiusi tra le mura e i recinti delle case e non danno fastidio. Raramente si sentono cani abbaiare, i gatti sono assolutamente invisibili. Soprattutto non sporcano. In un anno di permanenza in Alabama, ma anche a Las Vegas, a Washington e in Florida, non mi è mai capitato di imbattermi in "ricordini" lasciati da animali randagi e naturalmente quelli dotati di padrone passeggiano tranquilli al guinzaglio senza sporcare. Diversamente che da noi, i conigli sono considerati animali domestici a tutti gli effetti e a volte capita di vederli su qualche balcone. Ovunque ci sia uno specchio d'acqua, naturale o artificiale, è completamente affollato di anatre, cigni, uccelli e pesci di tutti i tipi. Non si vedono animali lasciati a se stessi. In giro si vedono soltanto quelli selvatici: scoiattoli, puzzole, volpi, procioni, istrici. Sono soltanto questi, infatti, quelli che vengono a volte investiti dalle auto e che rimangono tragicamente abbandonati ai lati della strada. L'altro giorno mi è capitato di vedere per terra, investito da un'auto, pochi metri davanti a me, un cervo bello grosso. L'auto, un pick-up, aveva subito un bel danno, tutto il davanti era rientrato e il proprietario... aveva le mani nei capelli. Sono ripassato per quella strada un paio d'ore dopo, e del cervo non c'era più traccia. Chissà se il proprietario del pick-up si sia autorisarcito con una bella cenetta!

Anatre e scoiattoli non mancano mai.


14/01/06    Giornata casalinga.
Oggi avremmo dovuto fare tante cose, fare shopping, andare a cena fuori, prepararci per la gita domenicale all'acquario di Chattanooga, e invece siamo rimasti bloccati in casa perchè Francesca non si sente molto bene. Un po' di mal di stomaco e qualche decimo di febbre l'hanno buttata giù ed è stata a letto tutto il giorno. Fa una pena quando non si sente. Sta tutto il tempo a lamentarsi e pretende di stare sempre tra le braccia della madre come se il suo calore potesse risolverle tutti i problemi. In serata è migliorata un po', speriamo che non ci faccia passare la nottata in piedi. E soprattutto speriamo che si riprenda presto perchè questo è un weekend lungo (lunedì è festa) e sarebbe un vero peccato passare tre giorni interi bloccati in casa. Il tempo fuori sembra buono anche se è tornato il freddo polare. La neve, quest'anno, probabilmente non si farà vedere. Si alternano giornate primaverili, calde e soleggiate, a giornate autunnali, con violenti acquazzoni e poi, nell'arco di un paio d'ore, torna il freddo glaciale. Poi ci si meraviglia se siamo tutti raffreddati...

Francesca e il sugo.


13/01/06    Femminuccia.
E' ora di svelare un segreto, che in realtà era a conoscenza di tutti, amici e parenti, ma di cui non ne avevamo ancora fatto cenno su questo diario. Patrizia, la sorella di Gianna nonché madrina di Francesca, aspetta una femminuccia! Tantissimi auguri a lei e naturalmente al futuro papà Nico. Aspettiamo con ansia il prossimo mese di maggio quando, se tutto va bene, faremo finalmente conoscenza con la nuova nipotina. Gianna, in particolar modo, non sta più nella pelle. Sarà dura trattenerla ad Huntsville ancora per altri 4 mesi. Comunque l'importante è che mamma e figlia stiano bene. La pupetta è piuttosto grande, pesa mezzo chilo ed è già lunga 27 cm. Deve essere l'anno della donna perchè di tutte le donne incinte che conosciamo (una decina) quelle che già sanno il sesso del futuro nascituro hanno detto che si tratta di una femmina. Auguri doppi a tutte quante!

La futura cuginetta di Francesca è pressappoco così.


11/01/06    Si ricomincia.
Sono passate le feste, è passato un anno. Non posso negare che un po' di noia e di nostalgia effettivamente ci hanno assaliti in questi primi giorni del nuovo anno. E' la solita storia, ogni anno di questi tempi si fanno bilanci, previsioni, buoni propositi, come ad esempio mettersi a dieta o iscriversi in palestra. Quest'anno c'è la soddisfazione di aver trascorso le vacanze in una maniera insolita e divertente, unica e probabilmente irripetibile. Penso che tanti ci avranno invidiati. Però resta il rammarico di non aver potuto abbracciare i nostri cari, Francesca non ha potuto dare i suoi dolcissimi bacetti a nonni e zii. Non si può avere tutto dalla vita e chiediamo ancora un po' di pazienza soprattutto alle due nonne che hanno digerito malvolentieri la nostra decisione. Una volta tanto abbiamo voluto pensare a noi stessi, al nostro piccolo nucleo familiare. Ci saranno ancora tante feste da trascorrere insieme ai nostri cari, quando torneremo in Italia. La cosa che è rimasta più impressa a Francesca di tutte le vacanze: il mare. Da quando ha visto la spiaggia di Miami Beach, ogni giorno chiede di andare a vedere l'acqua e si tocca i capelli (associa l'acqua al fatto che si bagna i capelli). Non mi sento di darle tutti i torti...

Francesca si è divertita durante le feste.


09/01/06    Il 1° anno.
Un milione di auguri a Lorenzo che oggi compie 10 anni. Mi raccomando Lorenzo, non mangiarti tutta la torta, conservane un pezzo anche per noi!
Oggi, 9 gennaio, è una data importante. Non solo Francesca compie 18 mesi, ma fu esattamente un anno fa quando io misi piede in terra d’America. Un terzo della nostra permanenza in Alabama se n’è andato. Sembra poco e sembra tanto. Se pensiamo che non potremo abbracciare liberamente i nostri cari per altri due anni, sembra che il tempo da trascorrere qui sia un’eternità, tuttavia quest’anno è passato in fretta. E’ stato un periodo della nostra vita che abbiamo vissuto in modo molto intenso e originale. Vivere all’estero è una esperienza che tutti dovrebbero provare perchè arricchisce dentro in una maniera incommensurabile. Non parlo soltanto della lingua che volenti o nolenti viene assorbita in modo naturale senza eccessivi sforzi, ma mi riferisco soprattutto alle continue sollecitazioni, alla continua rimessa in gioco, ai continui confronti tra i due differenti stili di vita che portano a conoscere ed apprezzare le differenze ed in qualche modo a riscoprire se stessi e a rivalutare la propria cultura. Non nascondo che i primi tempi siano stati duri, per me e soprattutto per Gianna e Francesca che meno di me erano abituate ad un tale stravolgimento di tutte le comodità e certezze quotidiane. Devo rendere merito a loro perchè non me lo hanno fatto pesare più di quanto fosse ragionevole e credo che in breve tempo abbiano compreso quanto sia importante per tutti e tre questa esperienza. I rapporti umani sono fondamentali nella vita di una persona e questa nostra permanenza ci ha consentito di conoscere tante nuove belle persone, con i loro pregi e difetti, ma che comunque ci hanno concesso di condividere una parte della loro esistenza. Rimanere chiusi per una vita intera nel proprio guscio, tra le proprie mura, tra i soliti visi stranoti, può essere comodo, rassicurante, familiare, ma ci priva della possibilità della conoscenza e in un certo senso di priva della libertà di vivere la propria vita in maniera assoluta. Questa esperienza ci ha consentito di liberarci finalmente dei nostri pregiudizi e dei nostri vincoli, piacevoli e spiacevoli, ci ha permesso di osservare il mondo che ci circonda e quanto abbiamo lasciato in Italia con maggiore obiettività, ci ha fatti maturare come persone e come nucleo familiare. Fare bilanci è noioso e forse anche antipatico, soprattutto dopo aver percorso soltanto un terzo del proprio cammino, tuttavia ritengo che questo primo anno ci abbia dato molto, anche se a costo di alcuni innegabili e inevitabili sacrifici. Il mio modo di interpretare la vita mi spinge a considerare positivamente quanto vissuto finora, mi auspico, pertanto, che i prossimi due anni siano la giusta continuazione di quanto già percorso fino ad oggi.


Lorenzo e il suo grande amore: gli animali.


08/01/06    Buon Anno! (settima e ultima parte)
Ci sarebbero ancora tante cose da raccontare sul nostro viaggio, esperienze che conserveremo sempre nei nostri cuori. Purtroppo Francesca è un po’ troppo piccola e non ricorderà nulla se non quanto rinfrescheremo ogni tanto nei nostri racconti di famiglia e quanto potrà rivivere attraverso il filmino e le centinaia di foto scattate in questi 10 giorni. Un ultimo pensiero va ai cugini Loconto. Questo viaggio è stato importante per me e per la nostra famiglia perché si è ricucito uno strappo avvenuto quasi 100 anni fa quando tre fratelli del mio bisnonno si imbarcarono a Napoli su un bastimento carico di speranze e giunsero a Boston dove costruirono tre bellissime famiglie. In questi giorni ho parlato molto con questi cugini di mio nonno, figli di Oto, uno dei tre fratelli, e mi sono reso conto che malgrado vivano in un mondo completamente diverso, malgrado alcuni di essi abbiano trascorso una intera vita nel mondo dello spettacolo, malgrado sia passato tanto tempo e non abbiano praticamente mai messo piede sul territorio italiano, abbiano tuttavia conservato intatti i valori fondamentali della nostra e di tante famiglie italiane di allora e di oggi. Ci siamo sentiti a casa nostra, come se ci fossimo frequentati da sempre. Sono persone straordinarie nella loro ordinarietà, sono brave persone, semplici, umili, ognuno ha raggiunto un proprio traguardo nella vita con serenità e dedicazione al lavoro senza trascurare le esigenze della famiglia. Soltanto un anno fa sapevo solamente che qualcuno della famiglia si era stabilito in America e che alcuni di loro erano stati dei cantanti negli anni ’50 o ’60. Oggi di loro so praticamente tutto, si sono aperti con me come con un figlio, mostrandomi migliaia di fotografie, raccontandomi centinaia di aneddoti di 100 anni di storia italo-americana. Bob, Frank, Tony and Rick sono delle persone meravigliose. Un saluto di cuore ad essi, al fratello Art che mi ha chiamato dall’Oklahoma, alle loro mogli (Pam, Phyllis e Jayne) e i loro figli (a proposito, Happy Birthday Lauren!). Questo è un altro tassello che aggiungeremo al nostro patrimonio di esperienze che stiamo raccogliendo, giorno dopo giorno, in questa avventura americana.

I 4 fratelli Loconto (da destra Bob, Tony, Frank e Rick).

Lauren, che oggi compie gli anni, con Francesca e il fratello Bryan.

Francesca augura Happy New Year a tutti.


07/01/06    Buon Anno! (parte sesta)
Un’altro luogo che non si può mancare quando si va in Florida è Key West. Prima di questo viaggio, sinceramente, non sapevo neanche cosa fosse e cosa rappresentasse per gli americani questo posto. Andando verso sud, l’estremo sud, attraversando paludi normalmente frequentate da alligatori e iguana (era divertente vedere i segnali stradali con la dicitura: pericolo attraversamento coccodrilli) si giunge ad un vero paradiso, frequentato in passato da gente come Hemingway. La strada continua anche quando finisce il continente e comincia a saltare da un’isola all’altra, lungo un itinerario surreale, spettacolare e affascinante. Centinaia di isole (keys) sono collegate da altrettanti ponti (il più lungo supera gli 11 km). La strada, stretta e lunga più di 200 km, si insinua come un segno di matita a separare l’Oceano Atlantico e il Golfo del Messico fin nei cuore dei Caraibi. Il paesaggio lentamente cambia aspetto, dalla tecnologica e lussuosa Florida si passa alle forme e ai colori chiari e pastello tipici caraibici delle case di legno. Key West è l’ultima di queste isole, il punto più a sud degli Stati Uniti continentali, un ponte verso l’infinito da dove è possibile ammirare ogni sera, come uno show preparato fin nei minimi dettagli, uno dei tramonti più belli del creato. Siamo a soli 90 miglia da Cuba e, come un braccio teso, questa lingua di terra ha offerto asilo, negli anni passati, a tantissimi disperati provenienti da Cuba, Giamaica, PortoRico, Haiti. Grazie a Bob e Pam, che ci hanno accompagnati fino in fondo, abbiamo vissuto una giornata veramente indimenticabile (continua).

A sole 90 miglia da Cuba.

Francesca sorridente con copricapo adeguato per l'occasione.

Il tipico tramonto visibile da Key West.


06/01/06    Buon Anno! (parte quinta)
Oggi è la Befana ma da queste parti non sanno neanche cosa sia. Fortunatamente lei, la Befana, invece sapeva che ad Huntsville vive una bambina italiana, allora è passata lo stesso ed ha riempito la calza con tantissime caramelle e un bel giocattolone.
Anche se è pieno inverno, la temperatura in Florida è sempre molto gradevole. Durante il giorno si arrivava anche a 82 Fahrenheit (circa 28ºC). Anzi probabilmente è proprio l’inverno la stagione migliore perchè l’estate è torrida e la primavera e l’autunno sono ad altissimo rischio uragani. A Fort Lauderdale c’è la spiaggia più vicina all’abitazione di Bob e Pam, circa 20 chilometri. La sabbia è bianchissima e anche l’acqua è pulita (almeno in questa stagione). E’ bello il lungomare con le sue classiche palme e ogni tanto passa qualcuno che fa jogging oppure va sugli skates ascoltando musica con l’i-pod. Stranamente, al contrario di quanto ci si aspetta, questa zona è abitata quasi esclusivamente da anziani. E’ tipico per gli americani, infatti, ritirarsi in pensione alle calde latitudini della Florida. Durante le feste, quindi, aumenta il traffico perchè figli e nipoti vi si recano, da ogni parte degli States, per andare a trovare Grandma e Grandpa. Contrariamente a quanto si possa immaginare Miami e Miami Beach non sono esattamente la stessa cosa. Miami è la classica metropoli con i suoi grattaceli concentrati in downtown (in america i grattaceli sono in centro città, invece da noi normalmente i palazzi più alti sono in periferia). Miami Beach, invece, è in realtà un’isola, o forse una enorme secca, collegata al continente da numerosi ponti. La zona di mare tra Miami e Miami Beach è quella esclusiva abitata dai VIP, star del cinema e dello sport, con villette mozzafiato ed enormi yacht ormeggiati in porticcioli privati. La spiaggia di Miami Beach si divide in due parti, sud e nord. Quella sud, che affaccia sull’oceano atlantico, è piuttosto europea, alberghi piccoli, ristoranti, una strada stretta dove si fa lo struscio, il lungomare con le palme, niente di più rispetto a Sanremo o qualche cittadina della Costa Azzurra come Cannes. La spiaggia nord, invece, è quella dei grandi viali alberati ed è dominata da enormi alberghi lussuosissimi e condomini per ospiti danarosi.
Un’altra particolarità: sulle strade ad alta percorrenza (anche 5 o 6 corsie per senso di marcia), le corsie più a sinistra sono riservate alle auto con più di due passeggeri, per invogliare ad un uso più razionale dell’auto (continua).


La spiaggia di Fort Lauderdale...

...e quella di Miami Beach (notare la data e la temperatura 82F = 28°C).


05/01/06    Buon Anno! (parte quarta)
“Happy Birthday” ad Arthur Loconto in Oklahoma, uno dei Lane Brothers e fratello di Bob, e “Feliz Cumpleanos” a mia cugina Lucia ed a suo figlio Jonathan di Buenos Aires.
Continuiamo il racconto delle vacanze di Natale. Come nell’ultimo film di Boldi e De Sica quest’anno abbiamo deciso di passare le feste a Miami, del resto con Francesca che ripete continuamente “Mi ami?” non potevamo fare altrimenti. Il giorno di Santo Stefano siamo giunti dai cugini Bob e Pam. Sono due splendide persone, serene, tranquille e generose. Sono stati disponibilissimi e molto pazienti, ci hanno assecondato per tutta la settimana e non vediamo l’ora di poter ricambiare tanta ospitalità. Hanno una bellissima casa, la tipica villetta americana con un immenso soggiorno suddiviso in tre aree, il salotto con il caminetto, la zona pranzo e la zona TV. Hanno una bella e spaziosa cucina, tre camere da letto, doppi servizi e un comodissimo e fresco patio che dà sul retro. Fortunatamente non hanno subito molti danni a seguito dell’ultimo uragano che è passato da queste parti, soltanto un grosso albero del loro giardino è stato inesorabilmente abbattuto. Pam, come è d’abitudine per molti americani, cambia le decorazioni, i soprammobili, la disposizione degli oggetti in casa a seconda del periodo dell’anno. In questo periodo, pertanto, c’erano ovunque oggetti natalizi, Santa Claus di tutte le forme e dimensioni, fiori, bamboline e pupazzi di neve con i colori della stagione. Anche all’esterno della casa c’erano le classiche luci e alcuni cartelli con immagini e frasi natalizie. Hanno anche un cane “Holly” e un gatto “Fish stick” (bastoncino di pesce) che hanno deliziato la vacanza di Francesca sempre intenta ad inseguirli ed a scovarli quando si nascondevano. Fortunatamente Pam (Pamela) era in ferie così è stata abbastanza libera per dedicarsi a noi ed accompagnarci nei dintorni a vedere le spiaggie di Fort Lauderdale e Miami (continua).


La casa di Bob e Pam.

Il cagnolino Holly.


04/01/06    Buon Anno! (parte terza)
Oggi è la volta di Tina, la nostra cognaTina, mamma dei due splendidi bambini, Simona e Andrea: Augurissimi di Buon Compleanno! Anche se Francesca era un po’ troppo piccola per Disneyworld, si è comunque divertita tantissimo a vedere tanta gente, soprattutto tanti bambini, ed ha vissuto con gioia insieme a noi la giornata di festa. Soltanto a girare a piedi, senza metterci a fare la fila per le numerosi attrazioni, abbiamo trascorso l’intera giornata in modo piacevole. Con Francesca abbiamo provato alcune attrazioni tra quelle meno pericolose e paurose e lei ha apprezzato tantissimo, soprattutto quella ambientata nel mondo dei pirati e la classica “it’s a small world” da cui è stata tratta la musica che ascoltate in sottofondo. Non è mancata la grande parata di Natale a cui hanno partecipato tutti i personaggi di Walt Disney, il tradizionale show ai piedi del castello incantato ed all’imbrunire un grandioso spettacolo di fuochi artificiali. A turbare la festa soltanto un po’ di pioggia che ci ha sorpresi proprio nell’attimo in cui siamo entrati nel parco e ci ha costretti a correre a cercare riparo e ad acquistare un impermeabile con la sorridente e simpaticissima faccia di Topolino sulla schiena. Durante la mattinata, comunque, è comparso un caldo sole che ci ha poi accompagnati per tutta la settimana. Una particolarità: la chiave della stanza d’albergo era anche il biglietto per l’ingresso al parco ed era anche una carta di credito con cui si poteva fare shopping ovunque nell’aria di Orlando con consegna dei pacchi direttamente nella camera d’albergo. Altra particolarità: viene scoraggiato in tutti i modi l’uso dell’auto per recarsi al parco, ci sono autobus, trenini, monorotaie che portano direttamente davanti all’ingresso mentre le auto (parcheggio a pagamento piuttosto caro) devono rimanere lontane circa un paio di chilometri (c’è di mezzo un lago) e per raggiungere il parco è obbligatorio prendere un traghetto. Dovremmo imparare qualcosa da questi americani (continua).

Il classico show di Topolino.

Noi tre e la pioggia.


03/01/06    Buon Anno! (parte seconda)
Buon compleanno a Bob Loconto (Happy Birthday Bob!) che oggi compie gli anni. E’ stato un padrone di casa speciale per noi tre durante questa vacanza e non dimenticheremo mai la gentilezza e disponibilità sua e di Pam, la sua bella consorte. Continuiamo con la descrizione del nostro viaggio. I Resort (alberghi) di DisneyWorld sono anch’essi un’attrazione. Come a Las Vegas ognuno di essi è a tema che viene sviluppato fin nei minimi particolari (quadri, saponette e carta igienica inclusi). Nella zona dove eravamo noi ce n’erano tre: uno ambientato nel mondo dello sport (il nostro), un altro nel mondo del cinema (Disney naturalmente) e il terzo nel mondo della musica. Tutta la struttura di questi alberghi prende magicamente forma e dimensioni surreali. Nel nostro, ad esempio, ogni ala del resort era ambientata in uno sport diverso. La nostra zona era dedicata al nuoto e al surf, con due piscine ed enormi tavole da surf che prendevano tutti e tre i piani dell’edificio. Nella zone accanto c’erano giganteschi caschi da football, pachidermiche racchette da tennis e centinaia di canestri e palloni. Ognuno di questi resort è una piccola città con migliaia di camere, ristoranti, negozi e affini. Ci sono bus navetta che ogni 15 minuti ti portano ovunque, ai parchi, all’aeroporto, in centro. E’ comodissimo muoversi in questo modo e l’auto non è assolutamente necessaria. I grandi parchi di divertimenti sono 6 di cui 2 ambientati nell’acqua. Gli altri 4 sono Animal Kingdom (zoo safari a dimensione di bambino), Epcot (parco ad alta tecnologia), MGM-Studios (dove si rivivono le avventure di tutti i films e animazioni Disney) e Magic Kingdom il classico parco suddiviso in Frontierland, Adventureland, Tomorrowland, Fantasyland, Main Street e Mickey’s Toontown Fair. E’ stato difficile operare una scelta e così alla fine abbiamo optato per il classico Magic Kingdom con il famoso castello simbolo di tutti i parchi Disney sparsi per il mondo (continua).

Il nostro Resort

Gianna prova uno dei cappelli di Pippo (Goofy).


02/01/06    Buon Anno!
Innanzitutto un Felice Anno 2006 a tutti. Ebbene sì, siamo tornati. Purtroppo le vacanze sono fatte per durare poco. Ne abbiamo tantissime da raccontare e andremo in ordine cronologico. Da Huntsville ad Orlando sono circa 1150 km e naturalmente con Francesca era proibitivo percorrere tanta strada in un giorno solo, così abbiamo fatto tappa a Valdosta in Georgia, a sud di Atlanta. E' stato un modo simpatico per provare un'altra delle esperienze tipiche degli States, il pernottamento in un motel. Abbiamo voluto fare tutto all'americana, cena da Pizza Hut con pizza enorme anche per il sottoscritto che a malincuore ha dovuto lasciarne un paio di tranci nel piatto. Comunque mi sono rifatto la mattina dopo a colazione con uova, pancetta, crepes alla marmellata e waffle con fragola e panna. Credo che se la vacanza fosse durata qualche giorno in più, mi avrebbero ricoverato con un fegato più grande dello stadio dove giocano la finale del Super Bowl (quest'anno sarà la 40^ edizione a Detroit il 5/2/06). Siamo arrivati a DisneyWorld nel pomeriggio del 24 dicembre, appena in tempo per andare a fare un po' di shopping natalizio al Marketplace in Disneyworld Downtown, un'area dove ci sono, sulle rive di un bellissimo lago dominato da un mostro di Lockness fatto con i mattoncini della Lego, negozi di tutti i tipi, attrazioni, teatri, cinema, discoteche e naturalmente giostre e ristoranti. Un piccolo antipasto per quello che ci avrebbe aspettato il giorno dopo a Magic Kingdom, uno dei tanti parchi a tema costruiti nell'area a sud di Orlando. Sempre nella stessa area c'era il nostro albergo All Star Sport Resort dove ci siamo immediatamente immersi nell'atmosfera incantata del magico mondo di Disney (continua).

Noi tre con Topolino e Minnie a Marketplace in Downtown DisneyWorld.


 

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