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28/02/07   Primi gusti.
Da quando siamo stati sulla neve Francesca ha ritrovato l'appetito. Sarà stata l'aria di montagna, il confronto con la scadente cucina dei ristoranti americani, ma da allora mangia molto più volentieri (la cucina di Gianna) e ha messo su qualche etto. Non sopporta gli hamburger e le patatine, preferisce un piatto di pasta e fagioli o con i broccoli. Fortunatamente ha un buon metabolismo e brucia tutto quello che mangia molto facilmente. Speriamo che se la porti così, da grande non avrà complessi e problemi di linea. Per quanto riguarda le sue conquiste, sta lentamente acquistando le movenze e gli atteggiamenti di una femminuccia di quasi tre anni. Le piacciono tantissimo i gioielli (naturalmente finti) anelli, collane, borsette, scarpe con i tacchi e soprattutto le gonne. Ogni giorno Gianna deve combattere con lei per la scelta della gonna (i pantaloni sono fuori discussione). Comincia a notare anche quello che indosso io. L'altro giorno siamo usciti per fare un po' di spesa molto velocemente, ero in tuta ginnica e sono uscito così com'ero. Al nostro ritorno me l'ha fatto notare, con un tono di rimprovero, e mi ha detto che quando si esce non bisogna mettere il "pigiama"....

Francesca è un po' ingrassata.


26/02/07    Viaggiare oggi.
Organizzare i viaggi oggigiorno è sempre più semplice e incredibile. Tramite internet è possibile vedere in anticipo tutto quello che ci aspetta. Siamo appena tornati da Denver e già stiamo pensando alla California. Ho già un'idea abbastanza precisa di tutto il viaggio, le tappe, gli hotel, le attrazioni da vedere. Uno strumento in più si aggiunto recentemente. Con l'ultima versione di Google Earth è possibile, non solo vedere il panorama a volo d'uccello, ma si materializzano anche gli edifici tridimensionali ed è possibile ricostruire quasi esattamente (compreso il rendering delle superfici dei grattacieli) tutto lo scenario come se ci fossimo già stati. Un esempio: dal monte Lookout ho scattato una foto al panorama della città di Denver e poi a casa ho cercato di rivedere la stessa scena con Google Earth, il risultato è strabiliante. Le differenze tra le due immagini sono dovute soltanto al fatto che l'obiettivo della macchina fotografica, a quella distanza, ha schiacciato l'immagine, non si vede la profondità. Invece nella versione virtuale sembra proprio di esserci, magari a bordo di un elicottero.

Denver, reale e virtuale.


24/02/07    Il museo Early Works.
Giornata trascorsa in compagnia di Francesca. Mentre Gianna era impegnata nel suo incontro mensile con le altre italiane di Huntsville, a base di ristorante italiano e pettegolezzi, noi due siamo andati in downtown (il centro di Huntsville) dove c'è una delle migliori attrazioni della città: il museo dei bambini, che si chiama Early Works. E' un museo, con tanto di storia americana (quella che è), dove però l'oggetto di studio non è custodito dietro vetri inavvicinabili, ma è tutto a misura di bambino. I bambini possono fare di tutto, toccare, costruire, rompere, correre, meravigliarsi, ascoltare. Il museo racconta un po' la storia dell'Alabama, le piantagioni di cotone, le miniere, alcuni caratteristici negozi, un barcone e un mulino ad acqua. Ci sono sale dove i bambini possono divertirsi con l'acqua, giocare con le costruzioni, issare una bandiera, raccogliere le uova nel pollaio, vestirsi da pompiere, suonare il tamburo, ascoltare un albero che racconta favole e tante altre ancora. Peccato che certe cose non le troveremo in Italia. Malgrado sia tutto dedicato ai bambini, non c'è nulla di rotto, tutto sembra intatto, come il giorno dell'inaugurazione. Francesca si è divertita moltissimo e sarà senz'altro un posto dove torneremo presto tutti e tre insieme. Un piccolo aneddoto: ad un certo punto, un grande orologio, con un faccione da vecchietto, ha cominciato a parlare ad alta voce naturalmente in inglese. Francesca si è spaventata a morte e mi è saltata in braccio. Poi ha preso coraggio e tutta arrabbiata ha urlato: "Quiet! Shut up!" contro l'orologio. Sono rimasto senza parole...

Francesca e le scarpe della mamma.


22/02/07    Alcuni records.
Tanti auguri, in ritardo, a Ezio e Roberto che ieri hanno festeggiato, con me, i 15 anni dal giorno della laurea. Non ho ancora fatto un commento finale sulla vacanza sulla neve ed è già esplosa la primavera. Da un paio di giorni un sole caldo ha preso il posto del freddo glaciale delle ultime settimane. Ho ripreso le corse mattutine e tutta la natura si sta lentamente risvegliando. Sembrano passate settimane da quando passeggiavamo sotto una discreta nevicata per le strade del centro di Denver. Che bilancio fare della vacanza? Senz'altro positivo. Basta uscire ogni tanto dal solito tran tran quotidiano e tutto appare più bello e interessante, anche le solite cose lasciate a casa. Secondo me anche d'estate sarebbe da consigliare una passeggiata sulle montagne rocciose, ma soltanto per gli americani. Non partirei apposta dall'Europa. Ci sono tanti paesaggi sulle nostre Alpi simili e forse anche più belli. Ma dal nostro punto di vista, che siamo a quasi 9000 km da casa, l'esperienza che abbiamo appena vissuto è stata senz'altro positiva, ne è valsa la pena. E poi abbiamo aggiunto altre bandierine alla nostra collezione di record: abbiamo visto un nuovo stato, il Colorado (credo sia il 21°), e siamo arrivati alla più alta quota mai raggiunta in vita nostra, quasi 4000 metri. Inoltre Francesca ha fatto il suo 23° viaggio in aereo (a soli 2 anni e mezzo). Che vogliamo di più?

Francesca con i codini.


20/02/07    Il Colorado (seconda parte).
Come dicevo, non c'è molto sfruttamento dell'area dal punto di vista turistico. Ci sono le strutture, ma i pochi centri abitati in altura non hanno molto da offrire. Hanno però una bellissima natura e la mostrano nel suo massimo splendore. Dopo la visita della città di Denver e dei suoi immensi centri commerciali, siamo stati sulle Echo Hills, da cui si ha una spettacolare vista delle Montagne Rocciose. Poi abbiamo attraversato il famoso Eisenhower Tunnel che con i suoi 3401 metri sul livello del mare (e 2.7 km di lunghezza) è il più alto tunnel veicolare del mondo. Quindi, nel cuore della Arapaho National Forest (gli Arapaho erano gli indiani che popolavano quest'area), ci siamo recati a Dillon e Frisco, due città che affacciano su un bellissimo lago a tremila metri di altitudine. In questo periodo è completamente ghiacciato e coperto da una spessa coltre di neve. Per noi è stato eccitante passeggiarci sopra. Siamo stati anche a Breckenridge, la famosa stazione sciistica che assomiglia invece alle nostre città alpine, con negozi caratteristici, impianti di risalita d'avanguardia, casette di legno, il vialetto per il passeggio post-sciata. Insomma di neve ne abbiamo vista in abbondanza. Sulla strada del ritorno siamo saliti sulla Lookout Moutain da cui si osserva uno splendido panorama dell'altopiano di Denver ed abbiamo visitato la tomba, e relativo museo, di Buffalo Bill (al secolo Colonnello William F. Cody), un personaggio storico tipico americano che noi ricordiamo per i 4000 bisonti uccisi per sfamare gli operai che lavoravano sulla ferrovia, ma che fu anche soldato del 7° Cavalleggeri, attore, impresario teatrale e combattè da colonnello contro i Sioux.

Francesca, Piero e il nostro micro-pupazzo-di-neve.


19/02/07    Il Colorado (prima parte).
Come tutte le belle cose, la nostra vacanza in Colorado è già finita. Una bellissima esperienza! Francesca si è divertita molto sulla neve, ma anche noi due abbiamo molto da raccontare. In cinque giornate, di cui tre piene, abbiamo avuto la possibilità di conoscere un'altra faccia degli Stati Uniti, quella montanara delle Montagne Rocciose. Denver, capitale e centro più importante del Colorado, è una tranquilla e operosa città che giace su un altopiano ad esattamente un miglio (1609 metri) sul livello del mare (non per niente viene chiamata The Mile-High City). Il suo centro è stato ricostruito completamente negli ultimi 15 anni ed è molto interessante con grattacieli mozzafiato e un viale, tutto isola pedonale, pieno di negozi e locali, lungo anch'esso esattamente un miglio. E' stato fantastico passeggiare per la città mentre dei fiocchi di neve, molto delicati, accarezzavano i nostri visi infreddoliti. Ma l'impatto più spettacolare è stato senz'altro la vista delle Montagne Rocciose nel loro massimo splendore invernale. Credo che anche d'estate siano da vedere, ma coperte da un candido manto di neve sono veramente affascinanti. Rispetto alle Alpi hanno qualcosa di meno, in quanto a maestosità, ma sono ancora più selvagge e quindi autentiche. Poche case, impianti sciistici molto discreti, c'è spazio ancora perchè la montagna possa dire la sua. Abbiamo avuto fortuna perchè nei giorni precedenti il nostro arrivo, e durante le prime due notti, ha nevicato parecchio, anche in città. Ma sabato e domenica un magnifico sole ha riempito di colore (e di calore) la nostra vacanza. (fine prima parte).

Gianna e Francesca sulla neve delle Montagne Rocciose.


14/02/07    Happy Valentine's Day.
Non so se da voi, in Italia, le cose siano cambiate negli ultimi due anni, ma qui in America sono diventati tutti pazzi. Da quello che ricordo, San Valentino era sì festeggiato dagli innamorati, ma soltanto da loro. Era una festa intima, un momento in cui due persone, con grande pudore e sentita passione, si scambiavano effusioni, poesie e regalini. Chi era single non ci faceva neanche caso, a meno che non gli capitava di imbattersi in qualche spot in TV come quello dei cioccolatini, i famosi e buonissimi baci, o di gioielli, un diamante vale per sempre. Da queste parti, invece, è una festa pubblica in tutti i sensi. Sullo stesso piano di Thanksgiving e Natale. Neanche a Pasqua si fa tanto baccano. Già a partire da Santo Stefano gli scaffali "stagionali" dei supermercati sono stati invasi da migliaia di gadgets, cuori, dolci, gioielli, peluches di tutte le forme e dimensioni. Soltanto una cosa rimane standard: i colori, rigorosamente oscillanti tra il rosso e il rosa.
Tutti si scambiano qualcosa, il direttore e la segretaria, la maestra e i suoi studenti, amici, parenti, semplici conoscenti, colleghi di lavoro, compagni di giochi e di merende. Tutti partecipano a questa follia collettiva che si chiama San Valentino. Nel paese del consumismo, dopo aver ucciso il Natale per mano di un omaccione barbuto e superobeso vestito di rosso e sponsorizzato dalla Coca Cola, è stato consumato anche l'ultimo dei santi romantici, in nome del dio denaro. Immagino che ci sia stata una continua escalation negli anni. Prima cominciarono gli innamorati, poi chi era single sentì la necessità di non emarginarsi troppo ed allora cominciò a fare pensierini anche a chi voleva semplicemente bene, senza necessariamente dover essere legati da una relazione stabile. E così via, anno dopo anno, con la complicità dei mezzi di comunicazione di massa, si è arrivati al punto che fratelli e sorelle si scambiano biglietti di auguri e cioccolatini a forma di cuore, i bambini dell'asilo nido, nella loro ingenuità, fanno regali a tutti, nonne, maestrine e direttrici comprese, con frasi d'amore prestampate a volte anche piuttosto imbarazzanti e signore di mezz’età donano un cappottino nuovo con tanti cuoricini al proprio cagnolino. Non c'è limite allo shopping più sfrenato e si perde completamente quello che era lo spirito dell'evento, donare spontaneamente qualcosa di sé alla persona amata, esternare una volta tanto i propri sentimenti senza inibizioni. E invece tutto è diventato regola, legge di vita comune da rispettare necessariamente e forzatamente, non solo nei confronti di chi ci sta a cuore (sarebbe un piacere) ma anche e soprattutto verso perfetti sconosciuti. E l'Italia? Si sta adeguando alla moda d'oltreoceano? Per favore, fermiamoci qui, finché siamo in tempo… beh, comunque BUON SAN VALENTINO a TUTTI!

Francesca e Stefano... hanno litigato?.


11/02/07    Rifare le valigie.
Un altro finesettimana è passato, ed anche stavolta siamo stati invitati a cena un paio di volte. Abbiamo conosciuto una nuova famiglia che è arrivata ad Huntsville ad agosto, ma non avevamo ancora avuto l'occasione di incontrarci. Auguriamo a Giuseppe, Gigliola e Marta una bellissima permanenza in questa città. Le nostre attività quotidiane, da qualche giorno, sono sempre più concentrate nei preparativi per il nostro prossimo viaggio. Ebbene si! Non abbiamo ancora disfatto completamente le valigie dal nostro ritorno dall'Italia e già siamo nuovamente in partenza. Questa volta si tratta del Colorado e in particolare la città di Denver, dove avremo la possibilità di vedere un po' di neve e potremo pertanto toccare con mano le famose Montagne Rocciose e le mitiche piste da sci americane. E' il mio regalo di San Valentino per Gianna e Francesca. Non so se Gianna abbia apprezzato veramente (odia prendere l'aereo) ma cambiare aria ogni tanto fa bene e sono certo che Francesca si divertirà tantissimo. Al nostro ritorno avremo altre cose da raccontare. Per ora non ci distraiamo troppo, dobbiamo ancora fare le valigie...!

Francesca fa uno spuntino.


08/02/07    Apparenze.
Tanti auguri a due Assunta, quella che ci segue dal Canada che oggi compie gli anni e quella che ci segue dalla Svizzera, per un futuro radioso. Oggi, alle prime luci dell'alba, ho partecipato ad una cerimonia, una preghiera collettiva in onore dei soldati che stanno in guerra. Ospiti della manifestazione due donne molto diverse tra loro ma che comunque mi hanno sorpreso favorevolmente. Miss Alabama 2006, al secolo Melinda Toole, oltre ad essere una bella ragazza, e quello era scontato, ha mostrato di avere delle doti canore notevoli. Malgrado fossero soltanto le 6.30 del mattino ha cantato l'inno americano e, in seguito, un'altra canzone "God bless America" completamente a cappella, senza musica, riscuotendo un grande applauso sorpreso e sincero da parte di tutti. Il sindaco di Huntsville, Loretta Spencer, invece, è una signora piuttosto anziana, molto affabile, amichevole, una bonacciona. La tipica nonna, o zia, che ti prepara i dolcetti quando vai a prendere un tè da lei. Ha salutato tutti baciando e abbracciando e nei discorsi amichevoli parlava della sua città, come se stesse raccontando dell'insalata che era cresciuta nel suo orticello o dei nipotini che avevano preso un bel voto a scuola, molto fiera e con toni dolci e materni. Quante sorprese possono capitare quando ci si immagina di incontrare una miss ochetta e taciturna e un politico altezzoso e arrogante. E allora mi chiedo... come sarà Francesca quando sarà grande?

Miss Alabama, il sindaco di Huntsville e ... la futura Miss Italia o Sindaco di Roma?


05/02/07    Tentativi di dieta.
Un saluto e un bacione alla piccola Martina che oggi compie nove mesi e qualche giorno fa ha festeggiato il suo primo onomastico. Il finesettimana è trascorso all'insegna degli incontri sociali. Sia sabato che domenica, infatti, siamo andati a cena da amici. Siccome frequentiamo solo italiani, non rischiamo mai di mangiare male. Infatti tutte e due le serate sono state molto piacevoli e soprattutto molto gustose dal punto di vista gastronomico. Diventa sempre più difficile rientrare, non dico nel peso forma, ma almeno al peso pre-natalizio. Durante le feste di Natale in Italia, infatti, ho messo su quasi 5 chili e dopo tre settimane in America ne ho ripersi soltanto 2. Purtroppo il clima polare non invoglia la corsetta mattutina e smaltire i chili di troppo, soltanto stando lontano dal cibo, diventa un'impresa titanica. Non sono mai riuscito, tranne brevissimi periodi e sotto l'attenta guida di una dietologa (un saluto a Isabella), a scendere in modo sistematico. Quando ero più giovane riuscivo in qualche modo, grazie alla palestra o alle lunghe passeggiate in bicicletta, a rimanere almeno costante. Da un po' di tempo, invece, è così semplice salire, ed è invece così difficile scendere, che sembra un ciclo irreversibile (chi ha studiato Carnot, mi comprende perfettamente). Inoltre, gli alimenti alterati americani (pieni di vitamine aggiunte, conservanti ed anabolizzanti), aggiungono il loro contributo determinante ed ho sempre davanti agli occhi lo spettro di quegli iperobesi che ho già descritto ampiamente in passato. Che fatica...!

Francesca con nonna Anna e nonno Antonio.


03/02/07    The Sopranos.
Ieri ho pubblicato un articolo sul sito www.cittadiariano.it in cui ho denunciato una cosa che ho scoperto qui in America. Uno degli sceneggiati TV più di moda negli ultimi 6 anni si chiama "The Sopranos" e narra le gesta di una famiglia di boss della mafia di Newark (New Jersey). Questa famiglia, naturalmente, ha origini italiane e nello sceneggiato vengono rappresentati tutti gli atteggiamenti, spesso stereotipati, tipici degli italiani d'America ed in particolare di quelli legati alle cosche mafiose. La cosa che mi ha indispettito, oltre al fatto che in genere gli italiani vengono messi alla berlina (il messaggio principale è che il comportamento illecito degli italiani è scritto nel loro DNA), è che la storia narra che i capostipiti della famiglia Soprano, emigrarono nel 1911 proprio da Ariano Irpino (allora Ariano di Puglia). Si chiamavano Corrado Soprano e Mariangela D'Agostino. Questi ebbero alcuni figli (tra i quali Corrado Jr. e John, rispettivamente zio e padre del protagonista Tony Soprano) che piuttosto che andare a lavorare si arruolarono nell'organizzazione mafiosa dei Di Meo e presto ne presero il comando. Con questo articolo ho voluto far sapere alla cittadinanza arianese che il nome della loro (la nostra) città è stato in qualche modo infangato. La reazione degli arianesi non si è fatta attendere ed hanno preso veramente a cuore la questione. Ne è nato un forum di discussione in cui verranno coinvolte anche le massime autorità, il sindaco e alcuni assessori, per vedere quali azioni intraprendere per risolvere la questione, dal punto di vista legale, o per sfruttare l'opportunità dei riflettori puntati per rinvigorire il turismo ad Ariano. Non posso negare che una piccola soddisfazione me la sono tolta...

Francesca infreddolita.


01/02/07    E' arrivata la neve!
Il mese di febbraio ci ha salutati con una spolverata di neve. Stanotte, verso le 2, tutta la città è stata coperta da un candido mantello che tuttavia si è disciolto qualche ora dopo, nel corso della mattinata. Tutto secondo copione, le previsioni meteorologiche ci hanno azzeccato anche questa volta con una precisione svizzera. Francesca si è svegliata tutta eccitata. Ormai conosceva già la parola "neve" ed ha subito associato il divertimento con essa. Voleva scendere in strada, chiamare i suoi amichetti e giocare a palle di neve. E' rimasta un po' delusa quando le abbiamo spiegato che la neve stava andando via e che non si poteva giocare. Per giunta non è neanche andata all'asilo, per precauzione rimasto chiuso. Tutte le scuole e gli uffici, infatti, hanno aperto con un paio d'ore di ritardo, per evitare che la gente si avventurasse in strade coperte da uno strato ghiaccio. E qualche struttura pubblica è rimasta chiusa tutta il giorno. Fortunatamente la temperatura è salita presto e il ghiaccio è scomparso (ieri mattina la temperatura era rimasta inchiodata a -8°C e si sono verificati molti incidenti). Domani potrebbero verificarsi nuovamente le condizioni per qualche fiocco. Vedremo. E speriamo, per Francesca, che questa volta la neve duri qualche ora di più!

La neve alle prime luci dell'alba e quella rimasta sulle nostre auto un paio d'ore dopo.


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