Mercoledì 30 Luglio, 2008
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30/07/08    L'alba.
L'alba è arrivata. Finalmente è giunto il momento di chiudere tutto, svuotare l'appartamento, restituire le chiavi, salutare amici e colleghi e affidarsi al destino. Giornate come quella di oggi rimarranno senz'altro tra i miei ricordi più forti e sicuramente più duraturi. Raramente capita di cambiare una pagina così importante della propria vita ed esserne così consapevoli. A volte accadono episodi che stravolgono la nostra esistenza e non ce ne rendiamo conto, in questo caso ne sono pienamente cosciente e mi piace esplorare i miei sentimenti per vedere cosa si prova in questi casi. A dire la verità nel mio caso i sentimenti sono comunque contrastanti. Da una parte c'è il dispiacere di chiudere un libro che ci era piaciuto, uno di quelli che non vorresti mai che finisse. Da un'altra parte c'è il forte desiderio di riabbracciare Gianna e Francesca e ricostruire il nostro nucleo familiare. Qualche anno fa non avrei mai pensato di poter essere così legato a due persone al punto da sentirmi completamente vuoto quando loro non ci sono. Forse il loro distacco e il miraggio del ricongiungimento mi ha aiutato ad assorbire meglio l'altro distacco, quello dalla comunità di Huntsville. Stasera abbiamo festeggiato la mia partenza con Arpad, Ezio, Stefania e i bambini. Siamo tornati da Landry's lo stesso ristorante dove salutammo la comunità italiana a metà maggio. In effetti un po' di magone c'è, è inutile negarlo, ma è tutta la situazione nel suo complesso che provoca forti emozioni. E' arrivata la fine della nostra avventura americana e con essa anche questo diario. Non avrebbe senso continuare. E' un peccato perchè ci eravamo abituati, era un modo per fotografare le nostre esperienze e metterle in piazza era un modo per condividerle con chi non poteva essere fisicamente con noi. I nonni hanno potuto vedere crescere giorno dopo giorno la loro nipotina, gli amici hanno potuto appassionarsi alle nostre vicende come fosse una telenovela. Abbiamo trovato tanti nuovi amici e tanti parenti hanno potuto lasciarci messaggi di affetto. Ora sarà la volta degli americani che vorranno continuare a seguirci e rimanere in contatto con noi. Allora ho deciso di continuare altrove la nostra storia, meno assidua e meno dettagliata ma comunque ricca di esperienze e di notizie su di noi. Ho attivato un blog professionale presso http://pietroloconte.wordpress.com dove continuerò a raccogliere i miei pensieri sulla vita di tutti i giorni, le foto di Francesca, i nostri viaggi futuri. Spero che chi ci ha seguiti finora continui a seguirci creando un ponte virtuale tra passato e futuro, tra gli USA e l'Europa. Non resta che salutare tutti e come dicono gli americani "let's keep in touch!", rimaniamo in contatto.

L'avventura è finita, si spegne il computer, si spegne la luce e si porta via la chiave... arrivederci!


29/07/08    Farewell.
Una giornata di forti emozioni quella passata. Persino salutare Peter il nostro vicino di casa cecoslovacco mi ha lasciato un magone dentro. Ormai siamo agli sgoccioli. E' tempo di saluti e ringraziamenti. Stamattina ho salutato ufficialmente i colleghi dell'ufficio. Seguendo la tradizione ho scelto lo stesso ristorante in cui Tommaso salutò tutti e presentò il sottoscritto. Stavolta è toccato a me. Dopo un veloce pranzo da Rosie's Cantina, un ristorante messicano, il mio capo John ha tenuto un bel discorso ricordando tutto quanto ho fatto durante il mio incarico. Poi è venuto il mio turno. Chi mi conosce sa che non sono di molte parole, comunque credo abbiano apprezzato il mio modo di ringraziare tutti coloro che mi hanno supportato nel mio lavoro e nella mia permanenza in Alabama. Naturalmente ho anche presentato Ezio a tutti quanti. Mi hanno regalato un quadro con la targa che ricorda il mio periodo trascorso al Redstone Arsenal, un bel libro illustrato sulle bellezze naturali dell'Alabama, due magliette e un cappellino con i loghi dell'ufficio. Al termine una classica foto di gruppo. In serata, invece, non ho trattenuto l'emozione nel salutare Ersilia e Paul. Ersilia si è operata nuovamente la settimana scorsa ed è ancora dolorante. Nel salutarla mi è venuto un groppo in gola e non sono più riuscito a parlare. Ersilia e Paul sono una coppia straordinaria. Anche e soprattutto grazie a loro, la nostra permanenza in America è stata più piacevole. Sono stati i nostri genitori adottivi. Con un cuore immenso e tanto affetto ci hanno messo subito a nostro agio. Sapere che c'erano loro a pochi minuti di strada, sempre disponibilissimi a darci una mano nei momenti di bisogno, ci ha aiutato tantissimo a superare i momenti di sconforto, le piccole grandi difficoltà del vivere quotidiano. Aver conosciuto loro due sarebbe già un motivo sufficiente per dire che ne è valsa la pena venire a vivere a tanti chilometri da casa. Persone così non si trovano facilmente in giro, ci mancheranno tantissimo. Un grande grazie e arrivederci anche a loro!

Gianna con Paul e Ersilia.


28/07/08    Conto alla rovescia.
Siamo quasi al traguardo. Ormai mancano soltanto poche ore, circa 60, alla mia partenza. Le attività di chiusura di tutto sono quasi concluse e anche per Ezio molti step sono stati superati. Effettivamente arrivare in USA avendo la possibilità di sfruttare le esperienze di qualcuno già in loco, permette di velocizzare molto l'ambientamento, di risolvere molti problemi in anticipo e affrontare la permanenza in America con un po' di più di serenità. Malgrado non abbia ancora il Social Security Number e di conseguenza la patente, grazie ai contributi miei e di Arpad, Ezio è già stato in grado di aprire un conto in banca, comprare e assicurare un'auto (quella di Gianna) e iscrivere i bambini all'asilo (il 6 agosto sarà il primo giorno di scuola per Paolo e il 13 sarà la volta di Sara). Anche senza SSN è riuscito ad avere la TV via cavo, il telefono e internet e naturalmente mi sembra ormai inutile e scontato sottolineare ancora una volta (l'ho fatto per 3 anni e mezzo) l'importanza fondamentale che può assumere la presenza di un collegamento web ad alta velocità per chi come noi vive a più di 8000 km di distanza dal proprio paese e dai propri affetti. Insomma tutto sembra andare per il meglio per loro e anch'io mi sento un po' sollevato. Ezio è sempre stato come un fratello per me e se nell'entusiasmo che ho mantenuto nei miei racconti ci fosse anche solo una delle tante motivazioni che lo hanno portato, insieme a Stefania, a scegliere di seguire le mie orme, mi sentirei responsabile, in qualche modo. Le ultime tappe le ho felicemente superate, ormai non vedo l'ora di poter riabbracciare le mie donne, i miei cari. Ora veramente non mi resta che finire di preparare le valigie e cominciare una nuova vita, finalmente a casa nostra. Da domani comincerò a salutare chi ci è stato più vicino in questi anni. Ma sarà soltanto un arrivederci, verranno senz'altro altri momenti da condividere con i nostri amici americani. Ne sono certo.

La famiglia al completo: Paolo, Ezio, Sara e Stefania.


27/07/08    Cosa ci ha dato (8).
Ripensando a questi anni trascorsi insieme, diventa quasi spontaneo associare il bilancio del soggiorno in America con quello della vita matrimoniale, del nostro rapporto di coppia. Spesso gli stravolgimenti della solita routine, i cambi di ritmo, di abitudini, di amicizie, di interessi possono essere molto nocivi, possono incrinare gli equilibri che naturalmente si sono venuti a formare tra marito e moglie. Tuttavia, non è per nulla scontato affermare che queste esperienze in qualche modo traumatiche possono essere paradossalmente persino positive per la coppia. Nel nostro caso, infatti, credo che sia stato proprio come mi auspicavo a gennaio 2005, ne siamo usciti più forti, come persone, come genitori e come compagni di vita. Certamente non sono in grado di giudicare me stesso, ma questo periodo della nostra vita insieme, ci ha permesso di conoscerci ancora più a fondo, anzi, forse è servito proprio a completare quella conoscenza che avviammo appena fidanzati e che non finirà mai, soprattutto perchè in qualche modo tra noi sarà sempre presente il terzo incomodo, la furia ingombrante e preponderante di Francesca. Più volte in questi anni ho scritto su Gianna, e sono pronto a sottoscrivere tutto ancora una volta, perchè si tratta di una persona speciale, che una volta che ti entra nel cuore... non puoi più farne a meno. Gianna ha un carattere fantastico che si fa voler bene istantaneamente da chiunque. E' quel tipo di persona che riesce a farti subito sentire a tuo agio, riesce a trovare istantaneamente il giusto feeling con chiunque, trasmette quelle sensazioni che fanno sì che ognuno che la conosce crede di avere l'esclusiva del suo cuore, tanto ne ha di amore e attenzioni da dare. Quando arrivò qui, nel marzo 2005, era un po' scettica, veniva da un'esperienza fortemente agrodolce, legata alla nascita di Francesca, ma si fidò di me e partì, come quando si parte per un lungo viaggio un po' controvoglia sperando che finisca tutto presto. Poi, vivendo la nuova realtà con alti e bassi, si è subito resa conto della grande opportunità che le si era presentata davanti. Ha avuto l'intelligenza, il buon senso, la pazienza di rimettersi in gioco, di trovare un nuovo ruolo nell'ambito della nostra coppia e della società che ci circonda. Qui ad Huntsville, come altrove precedentemente, è riuscita a fare breccia in tante persone che sicuramente nei prossimi mesi la cercheranno invano. Come tutti, anche lei ha i suoi difetti, i suoi periodi meno fortunati, ma riesce sempre ad affrontarli con una forza incredibile invidiata da tutti. Se ho un timore, una remora per il prossimo futuro, è che presi dalla frenesia tipica della vita italiana, non si confermi e consolidi quanto di bello abbiamo costruito insieme. Ma come lei si fidò di me allora, oggi io mi fido di lei e sono certo che riuscirà, anzi riusciremo, a ritrovare la stessa armonia, la stessa serenità che siamo riusciti a conquistare in 3 anni e 1/2 di vita americana, ancora una volta insieme.

3 anni e 1/2 di vita insieme... Arrivederci Huntsville! (clicca sull'immagine).


25/07/08    Cosa ci ha dato (7).
Oltre a tutti i vantaggi già menzionati, ciò che sicuramente abbiamo guadagnato in questi 42 mesi è stata la serenità, la tranquillità, l'aria pulita, la mancanza assoluta di stress. Probabilmente sarà il ritorno da queste sensazioni la delusione più forte che avremo dopo che ci saremo sistemati nuovamente a Roma. Rispetto ai tempi italiani e in particolare della capitale, il tempo ad Huntsville sembra dilatato, ci ha dato la possibilità di dedicarci a noi stessi, agli amici, agli hobbies. Huntsville è una città dove sei tu che decidi i tempi, se arrivi in ritardo ad un appuntamento sei tu l'unico vero responsabile, non è la città stessa che ti ha costretto contro la tua volontà. Se ci pensiamo bene, a Roma viviamo per la città, per rispettare i suoi tempi, i suoi spazi, le sue abitudini. Non si può prendere un'iniziativa, un'idea, senza doversi scontrare e incontrare con milioni di persone, tanti robot usciti da una infinita catena di montaggio. Qui invece è la città che ha vissuto per noi, le nostre esigenze sono state sempre soddisfatte. Naturalmente non parlo di cibo e neanche di relazioni sociali, ma di efficienza burocratica, di tempi di percorrenza delle strade, di affollamento nei centri commerciali, di infiniti non-problemi come la criminalità e lo smaltimento dei rifiuti. Tutto è a misura d'uomo, di donna, di bambino. Ogni desiderio viene esaudito, si tratta soltanto di tirar fuori i soldi. A Roma, invece, a volte capita che ci si sente impotenti e vittime delle situazioni che si creano continuamente, in tempo reale. Se ci si trova imbottigliati nel traffico non ci sono possibilità d'uscita, persino un miliardario non avrebbe agevolazioni a meno di adottare stratagemmi al limite del lecito. Soprattutto per i bambini c'è un abisso nella differenza dall'offerta di parchi pubblici, alla diffusione di "day care" fino al prezzo dei vestitini. Sembra che in Italia sia una scelta politica quella di ostacolare in ogni modo la voglia di mettere al mondo dei bambini. Ovviamente agli americani non sembra vero... e ne approfittano.

Una foto ricordo accanto al Golden Gate di San Francisco.


24/07/08    Cosa ci ha dato (6).
Visto che mi trovo, continuo il discorso viaggi. Una cosa che abbiamo scoperto nei nostri numerosi viaggi è che oltre alla visione di scenari stupendi, culture diverse, esperienze indimenticabili, sono il modo ideale per ricevere degli insegnamenti veramente imprevedibili. Qualche esempio. La vacanza a Las Vegas ci ha insegnato a non dare mai retta a chi è in procinto di sposarsi, infatti per ascoltare Antonio che aveva fretta di partire e non ha visto bene il tabellone degli orari, abbiamo perso la coincidenza all'aereoporto di Dallas... La vacanza in Florida invece ci ha fatto toccare con mano l'assoluta incompetenza dei meccanici americani, sono molto meglio i portoricani. Infatti, prima di partire ho fatto controllare tutta l'auto, da cima a fondo, spendendo un occhio della testa ... e naturalmente l'auto si è fermata dopo poche ore di viaggio, il meccanico americano si era "dimenticato" di controllare le candele! La vacanza in Colorado ci ha invece dato una dimostrazione del patriottismo americano. Eravamo in overbooking sul volo di ritorno ad Hunstville e soltanto la presentazione di un documento militare ci ha consentito di partire, altro che cercare di impietosire le hostess con una bambina piccola che piangeva.... Il viaggio in California, invece, ci ha insegnato che prima di pensare a moglie e figlia, se un poliziotto ti intima di salire in auto... è meglio ubbidire! Inoltre abbiamo intuito che fare i predicatori televisivi deve fruttare un sacco di soldi. Il viaggio a New York ci ha fatto constatare che se puoi scegliere tra un Hotel Sheraton quasi gratis, nel New Jersey a pochi chilometri dalla Grande Mela e una pensione fatiscente e carissima in pieno centro... è più conveniente scegliere la seconda! Tra multe, pedaggi, traffico e parcheggi, girare per le strade di New York con la propria auto può essere assolutamente deleterio per il proprio portafoglio! Inoltre non bisogna sorprendersi se capita di mangiare un'ottima pasta in un ristorante irlandese e bere un'ottima birra in un ristorante italiano. Tutto è possibile in America!

Altre cartoline dall'America.


23/07/08    Cosa ci ha dato (5).
Tra una settimana sarò in volo! Torniamo al nostro bilancio di quasi 4 anni americani. Un altro aspetto che resterà sicuramente sempre nei nostri ricordi e nei nostri cuori è stata la possibilità che abbiamo avuto, saputo e voluto sfruttare dei viaggi attraverso gli Stati Uniti. Come dice il carissimo David, abbiamo visto più America noi della maggior parte degli americani. La nostra collezione ha raggiunto la cifra di 32 stati, il nostro frigorifero è completamente tappezzato di magneti, ed abbiamo sperimentato tanti modi diversi di viaggiare. Cominciammo prestissimo, poco più di un mese dall'arrivo di Gianna e Francesca, quando partecipammo al classico matrimonio a Las Vegas, la città del divertimento. Un paio di mesi dopo vedemmo la Capitale Washington e la Casa Bianca. A fine anno venne la volta della Florida, in auto, fino a Key West, il punto più a sud degli Stati Uniti a sole 80 miglia da Cuba, in un incantevole paesaggio che ha ispirato per i più bei racconti di Hemingway. Qualche mese dopo riprendemmo l'auto e ci azzardammo fino in Canada a Toronto e alle cascate del Niagara. Trovammo anche il tempo, questa volta in aereo, di vedere la neve sulle Montagne Rocciose del Colorado a Denver. Quindi vivemmo la fantastica avventura del giro della California, da San Diego a San Francisco, passando per Los Angeles, Hollywood, Santa Barbara e gli incredibili scenari naturali dello Yosemite Park. Ultima grande gita fu il giro sulla costa Atlantica, da Boston a Baltimora, passando per New York, Phildelphia e la Virginia. Naturalmente abbiamo fatto tantissime altre gite più brevi, che sono durate l'arco di un finesettimana, a Nashville, Chattanooga, Atlanta, Memphis, New Orleans e la costa sul Golfo del Messico. Per lavoro ho visto (purtroppo da solo) anche Dallas, il New Mexico con il deserto di White Sands e l'Arkansas. Ogni viaggio ci ha insegnato tante cose, alcune anche insospettabili, e sarebbe impossibile riassumere in poche righe quanto abbiamo vissuto, tutte le emozioni provate. Tanti episodi, tante esperienze che rimarranno sempre nei nostri ricordi più cari e che cercheremo, per quanto possibile, rivedendo foto e filmini, di mantenere sempre freschi anche in Francesca che, troppo piccolina, non ha potuto gustare fino in fondo.

Tante cartoline dall'America.


22/07/08    Aggiornamento.
Breve aggiornamento su Ezio e Stefania: ormai vanno alla grande! Dopo il materasso e il tavolo ora hanno anche la televisione e addirittura i canali via cavo già attivi! Ezio è anche riuscito a fare gran parte dei documenti per accedere nella base e nell'edificio in cui si trova il "nostro" ufficio. Domani se va tutto bene ci riuscirà anche Stefania. I bambini sono molto tranquilli, anzi, devo dire che sono veramente contenti della nuova sistemazione. La piccola Sara ha preso confidenza ed è felicissima di poter scorazzare per tutta la casa senza il rischio di cadere e farsi male (c'è la moquette ovunque come al solito). Paolo è molto interessato a tutte le novità, c'è da scoprire un nuovo mondo e 24 ore non bastano. Hanno la piscina a portata di mano e possono approfittarne, soprattutto in queste giornate molto calde (ieri era 102°Farenheit con un tasso d'umidità inumano). Non hanno ancora internet (probabilmente all'inizio della prossima settimana) ma nella clubhouse e a bordo piscina è possibile sfruttare la rete del residence, con alcune postazioni fisse e una rete wireless per chi è provvisto di computer portatile. Hanno potuto sfruttare anche altri servizi offerti dal residence, come la lavanderia (lavatrici e asciugatrici sono disponibili per pochi spiccioli) e il bar, dove, se ci si accontenta del caffè americano, è possibile fare colazione a scrocco. Devo dire che hanno fatto un'ottima scelta. Sono stati agevolati dal fatto che il residence ha aperto circa un mese fa, quindi è ancora poco conosciuto ma è tutto nuovissimo di zecca. Fa piacere sapere che prima di te non ha mai abitato nessuno, dà un senso di purezza. Anche la posizione è molto buona. In un raggio di 10 minuti è possibile raggiungere il posto di lavoro, i maggiori centri commerciali, ospedali, scuole, quasi tutti gli italiani e anche l'aeroporto. Insomma se avessi avuto la proposta di rimanere per altri tre anni, credo che anch'io mi sarei trasferito in quel residence, certamente Gianna e Francesca si sarebbero divertite di più.

Ezio si sta rilassando.


21/07/08    Cosa ci ha dato (4).
Forse ancora più degli amici, la cosa straordinaria che mi è capitata in questo soggiorno americano, è stato incontrare tantissimi parenti, sia da parte di mio padre che di mia madre, per la maggior parte dei quali non immaginavo neanche l'esistenza. E la cosa strana è stata che chi mi ha introdotto nei rami americani della famiglia, David LoConto, è stato l'unico con cui non sono riuscito a trovare un rapporto di parentela stretto. Sicuramente avremo un antenato comune, ma bisogna andare molto indietro nel tempo. David è una persona fantastica, un bravissimo ragazzo, di una sensibilità e intelligenza uniche. Forse è stato un po' sfortunato con le donne, ma è proprio il classico buon partito, uno da sposare. Poi ho conosciuto Bob e Pam che ci hanno ospitati a casa loro in Florida, ed anche il loro figlio Michael con la moglie Suzanne che invece ci hanno ospitati in Massachusetts. Tutte persone squisite con cui abbiamo trascorso momenti sereni e anche molto interessanti. Abbiamo conosciuto anche Frank, la personalità della famiglia, colui che con i fratelli Arthur e Peter formava il trio musicale dei Lane Brothers, e gli altri suoi fratelli Rick e Tony. Siamo stati in Michigan a conoscere la famiglia di Allison e il suo papà Paul. In New Jersey, invece abbiamo incontrato John, manager di uno Sheraton Hotel alle porte di New York. Suo fratello Jim, invece, ci ha seguiti sempre con affetto dal New Mexico pur non avendoci mai visti. In Massachusetts abbiamo invece avuto un bellissimo incontro con tanti cugini tra cui Jeannie è stata attivissima. Dalla parte di mia madre, invece, abbiamo conosciuto tantissimi parenti anche abbastanza stretti, nella zona di Toronto. Senz'altro sono da ricordare la grande ospitalità di Carmelina e Vincenzo e la simpatia dei miei anziani prozii, Angelina e Michelino. Insomma si è trattato di un bellissimo rendez-vous che ci ha arricchiti tantissimo dal punto di vista umano. Abbiamo imparato molto da tutti quanti, soprattutto abbiamo scoperto in essi un grandissimo amore per la loro terra d'origine, molti dei quali non l'hanno neanche mai vista. Tutti hanno trovato fortuna in questa terra straniera, ma ci hanno insegnato ad apprezzare ancora di più ciò che abbiamo in Italia, la grande tradizione, il patrimonio culturale, la storia, l'arte, i rapporti sociali. Tanti pregi che il nostro paese possiede e che noi spesso trascuriamo o addirittura scambiamo per difetti. Ho imparato a vedere il nostro paese con i loro occhi e incredibilmente... mi sembra ancora più bello! Insomma mi hanno insegnato a riscoprire le mie origini, ed io che non mi ero neanche accorto di averle smarrite.

Questa volta saluto tutti i miei parenti americani!


20/07/08    Cosa ci ha dato (3).
Stasera pizza da Giuseppe e Nadia con Ezio e Stefania. Sicuramente, dopo noi stessi, la seconda cosa che abbiamo trovato di bello qui in America sono stati i rapporti sociali, le nuove amicizie nate spontaneamente, la generosità e la disponibilità incontrata in alcune famiglie della comunità italiana. Gli americani, da questo punto di vista, mi hanno un po' deluso. Mi aspettavo una maggiore apertura da parte loro e invece si sono comportati in maniera molto anglosassone, gentili, cortesi, ma ognuno a casa sua. Soltanto quelli che hanno sposato degli italiani (come Paul e Karen, ad esempio) hanno dimostrato di avere un grande cuore d'oro ed hanno aperto volentieri le porte di casa loro. La comunità italiana si è ingrandita in questi 4 anni. Quando arrivammo noi, nel gennaio 2005, c'erano soltanto le famiglie che risiedono permanentemente ad Huntsville e qualche altro nucleo di gente temporanea come noi che si era stabilito a Madison. Nel corso di questi anni le proporzioni si sono invertite. Ora la maggioranza (più di 15 famiglie) è di passaggio e vive a Madison. Noi geograficamente e caratterialmente ci siamo trovati nel gruppo di Huntsville, ma siamo comunque riusciti ad instaurare un qualche rapporto con quasi tutti. E' inevitabile che ci si ritrovi meglio con alcuni piuttosto che con altri, l'importante è non dare peso ad aspetti insignificanti e valorizzare i lati migliori di ognuno. Sono nate belle amicizie. Con alcuni, come Ersilia e Alfonso si è instaurato addirittura qualcosa di più, come se ci fosse una relazione di parentela, una zia e uno zio d'America che sicuramente continueremo a frequentare anche a distanza. Con altri, come Nadia e Giuseppe, Fiorenza e Mike, Arpad e Daniela, ci sarà sempre la possibilità di incontrarci tutte le volte che verranno in vacanza a Roma. Con altri, infine, come Adele e Domenico, Letizia e Riccardo (della Virginia), ci sarà la possibilità di frequentarci più assiduamente a Roma (sempre che Domenico si decida di trasferirsi, prima o poi...). Con gli altri abbiamo avuto tanti bei momenti, ma forse troppo brevi per poterli considerare intimi allo stesso modo. A volte ci sentiamo proprio come al termine di una vacanza, quando ci si scambiano gli indirizzi e ci si saluta convinti che un giorno ci si potrà incontrare nuovamente, magari in un'altra vacanza.

Un saluto a tutti!


19/07/08    Cosa ci ha dato (2).
Oggi Ezio e Stefania hanno preso possesso della loro nuova casa. Per quanto mi riguarda, gli ultimi giorni non ho fatto niente oltre che accompagnare loro. Ormai casa mia è sempre più vuota, ogni giorno porto a loro qualcosa che mi avanza. Alla fine della prossima settimana consegnerò anche ad Alfonso quanto si è comprato da me. Per gli ultimi due-tre giorni mi resterà soltanto il materasso su cui dormo, il computer portatile e tre valigie. Torniamo al nostro bilancio. Senza dubbio sono tante le cose che abbiamo ottenuto, le conquiste, i vantaggi, le occasioni. Non è facile fare una classifica e dire cosa più di tutto questa avventura ci ha dato. Ma non credo di sbagliare molto se affermo che ci ha dato (o restituito) noi stessi. Grazie a quest'isolamento dal resto della famiglia abbiamo potuto consolidare i nostri rapporti, siamo diventati un vero nucleo familiare, in cui nessuno dei tre può fare a meno degli altri due. Questi due mesi lontani sono pesanti da sopportare per tutti e tre senza distinzioni. La sensazione più bella che abbiamo provato, è il senso di assoluta indipendenza di ogni nostra azione. Allo stesso tempo ci siamo responsabilizzati e resi immuni da ogni tipo di condizionamento esterno. Io e Gianna abbiamo potuto dimostrare a noi stessi, soprattutto, di essere dei bravi genitori, né troppo severi né troppo indulgenti. Abbiamo insegnato a Francesca le buone maniere senza torturarla o intimorirla. Le abbiamo dedicato tutti noi stessi senza viziarla in modo esagerato. L'America e Huntsville, in particolare, sono l'ambiente ideale dove crescere dei figli, lontani dalla violenza, dallo smog, dallo stress della vita cittadina e della vita italiana. Abbiamo avuto tanti privilegi a disposizione senza abusarne, dando il giusto peso ad ogni situazione. Spero tanto che qualcosa ci rimanga di questi 4 anni, i primi 4 anni della vita di Francesca, sarebbe un vero peccato perdere tutto. La parte più difficile del nostro rientro, forse, sarà proprio fare in modo che un pezzetto di America non si esaurisca mai nei nostri cuori, nelle nostre esperienze, nei nostri pensieri. Dovrà essere un seme che piano piano germoglierà e continuerà a darci ancora tanto nel futuro.

... e questo è il panorama che si vede dal loro balcone.


18/07/08    Ancora lutti.
Tanti auguri alla mia mamma che oggi ha festeggiato il suo compleanno. Per il resto non c'è stato molto da festeggiare, ci sono stati altri due lutti ad Ariano. Il papà del mio amico Costantino (il mitico Kosta del sito cittadiariano.it) e mio zio Baldo (fratello di mia nonna Assunta) sono deceduti oggi pomeriggio. E' un periodo maledetto, soprattutto per la famiglia della mia nonna paterna. Le mie preghiere vanno alle loro anime che hanno finito di soffrire ed ai loro familiari perché trovino il giusto conforto. Anche la giornata odierna l'ho dedicata completamente ad Ezio e Stefania ed alle loro peripezie per mettere su casa. Finalmente hanno trovato un residence che ha incontrato gran parte delle loro aspettative. Si tratta del Madison Park, appena inaugurato e quindi nuovissimo e attrezzatissimo. C'è una bellissima piscina situata a pochi metri dal loro appartamento, praticamente è quasi la loro piscina privata. Da domani mattina si trasferiranno lì e dovranno cominciare ad arredarla con le cose più essenziali, in attesa dell'arrivo del trasloco da Roma. Il problema, come al solito, è che senza Social Security Number e tutti i documenti ad esso collegati, è difficilissimo muoversi e compiere qualsiasi attività amministrativa. Oggi, ad esempio, voleva noleggiare un materasso con una forma particolare di acquisizione simile al leasing. Si noleggia l'oggetto per 12 mesi e al termine diventa tuo. Se invece hai intenzione di restituirlo puoi farlo, ma dopo aver pagato almeno quattro rate. Peccato che per uno come Ezio che non ha ancora SSN, né patente americana, né carta d'identità militare tutto diventa più difficile anzi praticamente impossibile. Non è servita neanche la mia garanzia... non si fidano. Ad ogni modo le cose, anche se un po' lentamente, stanno andando tutte a posto. Quando si saranno sistemati avranno tutto il tempo per godersi la nuova casa. Per domani l'esigenza più impellente sarà trovare un materasso provvisorio su cui dormire e un tavolo e delle sedie per poter mangiare. Tutto il resto è superfluo.

L'appartamento di Ezio e Stefania (al centro della foto, piano intermedio).


17/07/08    Cosa ci ha dato (1).
In questi giorni, naturalmente, sono più impegnato del solito perché sto aiutando Ezio e Stefania a muoversi tra Huntsville e Madison. Hanno comprato la mia macchina, ma finché ci sono io dovremo condividerla. Oggi siamo stati al Social Security Office per chiedere il fatidico numero SSN che tanto mi fece penare a suo tempo. Auguro vivamente a Ezio che riesca ad ottenerlo in tempi decisamente più brevi. Tornando al mio bilancio pro-contro l'avventura americana, sicuramente il risultato finale può considerarsi positivo. A parte le difficoltà iniziali prevedibili, anzi scontate, vivere in America è stato più semplice del previsto. Oggi mi sto rendendo conto di avere comunque fatto dei progressi anche con la lingua inglese. Le stesse persone, gli stessi impiegati che a stento riuscivo a capire tre anni fa, oggi sono molto più comprensibili. Anche la radio, ormai, non cela più segreti. Riesco a ridere anche delle battute che fanno i disk-jockey. Per alcuni aspetti è anche una questione di memoria o addirittura di abitudine. Al ristorante, ormai, non mi faccio più sorprendere dalla solite domande (che contorno vuole? come la vuole cotta la carne? la birra in bottiglia o alla spina?) ma addirittura anticipo le risposte. Anche la scelta stessa dei ristoranti non è più fatta a caso ma è il risultato di una lunga esperienza e soprattutto di tante delusioni e scelte sbagliate. Oggi, ad esempio, con Ezio e Stefania abbiamo fatto colazione da "Atlanta Bread", pranzo da "Nothing but Noodles" e cena da "Logan's". In tutti e tre i casi abbiamo fatto ottime scelte e, credo, Ezio e Stefania si sono fatti un'ottima idea dei ristoranti americani.

Com'era Francesca a 8 mesi.


16/07/08    I nostri sostituti.
Stasera sono arrivati Ezio e Stefania con i loro bambini Paolo e Sara. Naturalmente erano stanchissimi ma il viaggio è andato bene. Hanno preso tre voli e i bambini hanno dormito negli ultimi due. Praticamente hanno rispettato perfettamente gli orari italiani... ciò significa che alle 2 di notte saranno sveglissimi! Per le prime 5 notti rimarranno in albergo, il Fairfield Inn Marriott, poi si sistemeranno da qualche parte a Madison, probabilmente in un appartamento in un residence. Da domani li accompagnerò un po' ovunque e rivivrò insieme a loro tutta la procedura di iniziazione, la burocrazia americana, i vari passaggi che ho vissuto io tre anni e mezzo fa. Fa un certo effetto. Rivedo nei loro occhi le stesse emozioni, i dubbi, la meraviglia, le incertezze che avevamo noi allora. Ne è passato di tempo, e riguardando le prime foto scattate allora si nota molto bene, soprattutto Francesca è cambiata tantissimo. Comunque mi fa piacere che siano Ezio e Stefania a raccogliere il nostro testimone, avremo tante cose da raccontare nei prossimi tre anni e nella vita futura. Mi dispiace soltanto che staremo ancora una volta lontani, con loro ci saremmo divertiti senz'altro. A questo punto non mi resta che augurare loro un'ottima permanenza. Un'altra tappa prevista è stata raggiunta, è arrivato il mio sostituto quindi c'è un motivo in più, per me, di andare via. I prossimi 14 giorni li farò un po' in apnea, un po' con la frenesia che passino in fretta. Ormai non ho più niente da dire agli americani, la nostra avventura sta davvero volgendo al termine.

Come eravamo 3 anni fa.


15/07/08    Cosa ci ha tolto (2).
Oltre a quanto ho detto un paio di giorni fa, ad essere sinceri, la nostra permanenza in Alabama non ci ha tolto molto di più. Dal punto di vista professionale forse qualcosina, più che altro per il fatto che sarà molto difficile applicare in Italia la mentalità lavorativa americana e pertanto, per certi aspetti, ho perso più di 3 anni d'esperienza lavorativa italiana... ma si recupera in fretta, e comunque ho acquistato almeno una migliore padronanza della lingua inglese. Per quanto riguarda Gianna, sicuramente la lontananza da suoi cari le ha dato talvolta la sensazione di aver perso qualcosa, ma grazie ad internet con il VOIP e le videoconferenze in realtà ha partecipato più vivamente da qui alle vicende della sua famiglia rispetto a quando eravamo a Roma. Per il lavoro è lei che ha perso sicuramente di più e molto probabilmente non sarà facile riprendere quanto aveva lasciato. Vedremo se vorrà e se potrà ricominciare un vecchio discorso. Per ciò che concerne Francesca, invece, sicuramente le sono mancati i nonni, i cuginetti, gli zii, ma avrà tempo per recuperare. Sarò banale, scontato, tipico italiano un po' provincialotto, ma forse l'unica cosa che veramente ci è mancata dell'Italia in questi anni è il cibo, ma neanche tutto, soltanto la mozzarella, la pizza, il pane e qualche dolce. I ristoranti italiani sono da evitare nella maniera più assoluta e la cucina americana ti gonfia solo a guardarla. Ma anche qui, da bravi italiani ci siamo arrangiati e siamo riusciti ad ovviare a certe carenze di mercato, utilizzando qualche ingrediente surrogato, o portato dall'Italia, e cucinando da soli in casa. Dietro questi pochi aspetti negativi ci possiamo rendere conto che in realtà si nascondono molti aspetti positivi, ma questi saranno argomento delle prossime giornate.

Francesca e Gianna il giorno della partenza.


14/07/08    Che tragedia!
Che tristezza! Proprio ieri avevo affrontato il discorso della sensazione d'impotenza che ci assale quando succede qualcosa di brutto in Italia e noi siamo troppo lontani e proprio stamattina c'è stato un incidente stradale in cui ha perso la vita Mario, il figlio di un mio cugino di Ariano. Nello stesso incidente è stato coinvolto anche Domenico, il figlio di un altro cugino che versa in gravi condizioni. Una vera tragedia. Mario aveva soltanto 19 anni. Si era appena diplomato e da qualche giorno aveva cominciato a lavorare. Era così felice, aveva una vita di sogni da realizzare che si è interrotta all'improvviso al casello di Termoli. Ad Ariano sono tutti scioccati. Sul sito web Cittadiariano.it ci sono state decine di manifestazioni di solidarietà alla famiglia di Mario e di sostegno, di ansia e preghiere per la sorte di Domenico. Quando capita di sentire certe notizie viene un grande sconforto dentro. Mancano le parole, mancano i pensieri giusti per poter esprimere il dolore che si prova in questi momenti. Non riesco ad immaginare quanto stiano soffrendo Nino e Raffaella, i suoi genitori, e la sorella Ilaria. Non ho molta voglia di scrivere oggi. Desidero soltanto fermarmi a riflettere e pregare per l'anima di Mario e per la salute di Domenico. Tutto il resto è nullità.

Un fiore bianco per un'altra vita spezzata troppo presto.


13/07/08    Cosa ci ha tolto.
Auguro buon compleanno a Lucia (festeggiato ieri) e Luciana (lo festeggia domani). A proposito di auguri, è tempo di bilanci e credo che sia ora di fare un riepilogo di quanto ci ha dato e quanto ci ha tolto questa avventura americana. Cominciamo, per ora, con quello che ci ha tolto. Non c'è dubbio che la cosa che ci è mancata di più in questi 3 anni e mezzo è stata la possibilità di partecipare a tanti eventi allegri e tristi di amici e parenti. Non potremo mai dimenticare di aver mancato le comunioni di Davide, Lorenzo e Andrea, e la cresima di Davide. Abbiamo rinunciato al matrimonio di mio cugino Andrea e del nostro amico Rino. Non abbiamo assistito a tante feste di compleanno, alle nascite di bambini, al fidanzamento di Antonio e Lucia e alla loro festa della "promessa di matrimonio". E non abbiamo potuto essere di conforto ai nostri cari quando hanno avuto problemi di salute e soprattutto a chi ha avuto momenti tristi e drammatici, come Gabriella e Elena quando hanno perso il loro Graziano. Forse la scomparsa di Graziano, con quella recente di Angelo, è stato uno dei momenti peggiori, in cui mi sono sentito completamente impotente. Con Ezio e Graziano abbiamo sempre formato un trio perfetto, eravamo inseparabili, condividevamo tutto. Infatti con Ezio continueremo a condividere l'esperienza americana, fra tre giorni gli passerò il testimone. Invece Graziano, quando seppe che sarei partito per gli USA non fu contento. Io rimasi sorpreso, quasi deluso. Graziano per me era sempre stato più di un amico, era un confidente, una spalla su cui fare affidamento, un grande consigliere. Sapere che lui non era così favorevole mi fece star male. In realtà era già malato e probabilmente sentiva che non ci saremmo più visti. Sarò sciocco, forse un po' patetico, ma non me lo perdonerò mai.

Il sottoscritto con Ezio e Graziano, il giorno del nostro giuramento (autunno 1987).


12/07/08    Ingegno.
Stare da soli è pesante ma aiuta a sfruttare l'ingegno. Nel mio caso non si tratta solo di solitudine, ma anche di mancanza degli strumenti che possano alleviare la mia permanenza in queste ultime 3 settimane scarse. Già non è facile, ad esempio, cucinare quando non fa solitamente parte delle proprie attività quotidiane, ma nel mio caso non ho neanche le pentole adatte, le posate, spesso neanche gli ingredienti giusti. Allora, grazie ad internet e ad un po' d'inventiva, mi arrangio e a volte riesco a realizzare dei pranzetti anche molto buoni. Sarà la fame o che sono una buona forchetta, mi accontento facilmente e riesco più che a sopravvivere, forse anche ad ingrassare (questo non lo so perchè anche la bilancia è partita con il trasloco). Anche vedere che ore sono, è diventata un'impresa... Per dormire ho risolto con un vecchio materasso, come tavolo uso il mobile porta PC. Le uniche cose, invece, che non sono proprio sostituibili sono proprio le mie due donne. Oggi Francesca ha festeggiato il suo compleanno con i suoi nonni, zii e cuginetti. Ci eravamo accordati che al momento del soffio delle candeline ci saremmo collegati. Per tutto il giorno ho tenuto il computer portatile acceso e pronto per avviare il collegamento. Purtroppo, però, proprio nel momento più importante, è passato dalle parte mie un violento temporale e come al solito basta che cada qualche goccia per far cadere la linea ADSL. Che disdetta! Sono riuscito a malapena a vedere la torta e qualche fotogramma con Francesca e Gianna. Tutto qui. che delusione! Vorrà dire che festeggeremo di nuovo tutti e tre insieme, i nostri tre compleanni e il ritorno a casa, nel mese di agosto. A proposito... mi hanno detto che le nostre masserizie attraccheranno al porto di Napoli il 12 agosto. Poi si vedrà, da Napoli a Roma, quanti giorni ci metteranno...

Ecco come ho visto la festa di Francesca.


10/07/08    Rimpianti e nostalgie.
Ieri non ho fatto gli auguri a Julia, un'altra bella bambina che compiva gli anni. Rimedio subito: Tantissimi auguri per il suo secondo compleanno! Julia è nata proprio il giorno della vittoria ai mondiali di calcio. L'amicizia che è sorta troppo tardi con Nadia e Giuseppe è uno dei rimpianti della nostra permanenza ad Huntsville. Peccato non aver avuto maggiori possibilità di frequentarci. Sono una coppia molto simpatica e interessante, con cui discutere su qualsiasi argomento e con cui abbiamo trascorso piacevoli serate. E le bambine si sono trovate molto bene assieme. Credo sia ora, però, di lasciar perdere i rimpianti, i bei ricordi, la nostalgia di un tempo che ormai è passato e inevitabilmente non potrà più tornare indietro. La nostra permanenza in USA è stata senz'altro positiva, soprattutto per l'ambiente sereno che eravamo riusciti a crearci intorno. Per Francesca, ma anche per noi due, è stato un toccasana, il momento ideale per staccare la spina da tutto e da tutti e dedicarci soltanto a noi tre. Ma la vita va avanti e il nostro scopo per i prossimi mesi sarà ritrovare quegli stimoli, quell'interesse sul futuro che avevamo a fatica costruito al nostro arrivo in terra americana. Altrimenti sembrerà di vivere una costante situazione di disagio e di insoddisfazione, un po' come quella pubblicità della Costa Crociere in cui, al termine della vacanza, rimane soltanto una grande depressione e la voglia di ripartire daccapo. Ma sono sicuro che riusciremo anche stavolta a trovare il bandolo della matassa. Ah dimenticavo! Oggi invece è il compleanno del piccolo Paolo, figlio di Ezio, che la prossima settimana verrà a stabilirsi qui. Allora per Paolo... doppi auguri!

La piccola Julia.


09/07/08    4 anni!
Stento a camuffare i miei sentimenti che non possono che essere estremamente contrastanti. Oggi la mia principessa Francesca compie 4 anni! Nel mio cuore combattono aspramente una gioia immensa, per questo traguardo così bello, e la profonda tristezza di non poterci essere, di non poterla abbracciare e baciare, non poterle dare tutte quelle dimostrazioni di affetto che lei stessa si aspettava oggi dal suo papà. Ma è molto matura per la sua età ed ha capito perfettamente. Forse siamo noi adulti che non riusciamo ad accettare certe situazioni scomode e in qualche modo vediamo nei nostri bambini il riflesso delle nostre stesse frustrazioni. Da quanto mi ha raccontato Gianna, è stata splendida. Ha preteso gli auguri, gli abbracci, i baci da tutti, essendo pienamente cosciente del fatto che io non ho potuto farlo per una ragione importante. Ci siamo collegati ed ha visto l'appartamento semivuoto e si è dimostrata contenta, ha capito che la mia presenza qui, a tanta distanza da lei, aveva un significato importante e questo le è bastato. Com'è cresciuta in fretta la nostra bambina. Oggi più di tanti altri giorni me ne sono reso conto. Soprattutto in questi giorni che sto rivivendo, come un film al contrario, tutte le vicende che ci hanno portato qui 3 anni e mezzo fa, quando arrivai in una città sconosciuta, lontano da tutti, in un appartamento vuoto, con una moglie e una bambina di sei mesi estremamente bisognose del mio affetto e del mio sostegno, ma tanto lontane. Sto rivivendo, in una sorta di dejà-vu, le stesse situazioni di allora, con la differenza che allora provavo ad immaginare un futuro con le mie due donne ed ora sto qui a ricordarne un meraviglioso passato trascorso interamente insieme. Praticamente tutta la vita di Francesca si è svolta qui. Ha preso dagli americani certe espressioni, certi modi di ragionare, di affrontare la vita di tutti i giorni che spero fortemente conservi anche nell'avvenire. E' una bambina bella e pulita, nel cuore e nell'anima, di una educazione e una generosità immense. Non lo dico perchè è mia figlia, o forse non solo per questo, chissà. Lo credo veramente e spero ardentemente che conservi queste qualità per tutta la sua vita. Tantissimi auguri, principessa mia, non ti preoccupare, sto arrivando e ti riempirò di baci fino a soffocarti!

La mia principessa compie 4 anni.


08/07/08    Trasloco (parte seconda).
Come promesso, oggi sono venuti altri due uomini (diversi da quelli di ieri, non ho capito il perché) che hanno finito di imballare, hanno smontato alcuni mobili ed hanno caricato il camion. In realtà non si tratta del container definitivo. Mi hanno spiegato che domani presso la loro sede verranno ricontrollati tutti i pacchi, messi in sicurezza quelli più delicati e caricati sul container che fisicamente attraverserà l'oceano. Una certa malinconia, è inutile negarlo, c'è stata, soprattutto quando è stato smontato il nostro letto matrimoniale. Ad ogni modo è inutile rimuginare e piangere sul latte versato. Ci aspetta un nuovo futuro, a tre, in quel di Roma. Oggi fuori ha fatto un caldo pazzesco. Chiuso in casa con l'aria condizionata, spesso non me ne rendo conto. Invece oggi ho fatto qualche capatina fuori, per dare uno sguardo di curiosità al camion che man mano si riempiva, e mi sono accorto che la temperatura esterna è esageratamente alta. Anche l'umidità sta salendo, infatti per domani è prevista qualche goccia. L'aria condizionata sarà un'altra di quelle cose che mi mancheranno parecchio. Non che l'ami in modo particolare, ma soltanto averla a disposizione e poterla accendere in qualsiasi momento, è un lusso a cui rinuncerò malvolentieri. A casa a Roma non ce l'abbiamo e neanche in ufficio ci sarà possibilità di averla. Insomma soltanto in macchina potremo rinfrescarci un po'. Qui invece sono rarissimi i momenti in cui non è possibile stare al fresco, praticamente soltanto per i pochi metri che separano il parcheggio dell'auto all'edificio di destinazione (casa, ufficio, negozio). Ora devo decidere dove dormire. Mi è rimasto soltanto un materasso singolo e ho a disposizione due camere da letto ed un soggiorno completamente vuoti. Potrei passare ogni notte in una stanza diversa, oppure decidere per una sola, oppure dormire sul divano in soggiorno. Sul tavolo no, perchè non ce l'ho più neanche per mangiare, mentre la vasca da bagno la vedo un po' scomoda... credo che mi annoierò parecchio nei prossimi giorni.

... ed ora tristemente i pacchi se ne vanno via.


07/07/08    Trasloco.
Ebbene sì, è giunta un'altra delle inevitabili tappe che più significativamente dimostrano che un'epoca della nostra vita sta volgendo al termine. I traslochi sono sempre un trauma. Anche se il futuro che ci aspetta fosse più roseo rispetto ai nostri ultimi 4 anni (difficile, ma mai disperare), chiudere una pagina del nostro libro ha sempre un effetto disarmante sulla nostra psiche. Io ne so qualcosa, iniziai il primo trasloco quando avevo l'età di Francesca (quasi 4 anni) ed ho continuato a traslocare fino ad oggi. In totale ho "subito" 10 traslochi, in media uno ogni 4 anni, per non parlare dei brevi periodi di 1-4-6 mesi. Ci si sente violati nell'intimo. Assistere alla scena in cui persone estranee hanno preso possesso delle nostre cose, dei nostri sogni, dei nostri sacrifici e li hanno impacchettati con cura ma senza sentimenti, è stato difficile da sopportare. Non dico che è la stessa cosa di assistere legati ed imbavagliati ad un furto nel proprio appartamento, ma ci siamo vicini. Hanno fatto bene Gianna e Francesca a non essere presenti. Faranno bene, invece, ad esserci a Roma, al loro arrivo, a dare loro il benvenuto per il definitivo ritorno a casa. E' incredibile quanta roba abbiamo comprato in quasi 4 anni. E' ancora più difficile riuscire a capire dove fosse nascosta fino a qualche giorno fa. Non avevamo armadi né grandi cassettiere. Tre piccoli ripostigli, uno per camera e uno sul balcone, tenevano gelosamente conservati quintali di vestiti, giocattoli, stoviglie, biancheria, libri, etc. Tirarli fuori e metterli nelle scatole è stata una faticaccia, ma soprattutto hanno letteralmente invaso tutto l'appartamento. Sembra un film dell'orrore dove esseri inanimati prendono vita e travolgono ogni cosa, ma dopo un po' ti ci affezioni e quando saranno andati via per sempre, in qualche modo, ti mancheranno. I traslocatori non hanno finito il lavoro, domani dovranno smontare i mobili della camera da letto e caricare finalmente tutto nel container. Insomma da domani, è strano a dirsi, resterò ancora un po' più solo.

I pacchi hanno invaso il nostro appartamento.


05/07/08    Shopping.
Se c'è una cosa che sicuramente ci mancherà dell'America è la facilità con cui è possibile fare shopping. In Italia vorremmo fare anche noi i consumisti, ma non ci riusciremo mai completamente, perché ci rendiamo la vita sempre tremendamente complicata. Ci sono state volte che a Roma abbiamo dovuto rinunciare a spendere i nostri soldi per il traffico e la mancanza di parcheggio. Qui ad Huntsville, per spendere, occorre soltanto un'automobile e una carta di credito. Oggi, ad esempio, nell'arco di un solo pomeriggio (sabato pomeriggio... immaginate cosa significa per chi va nei centri commerciali italiani) sono stato da Hobby Lobby, Marshalls, Ross, Bed Bath & Beyond, Target, Commissary, BX/PX e Madison Square Mall. Poi, piuttosto stanco, mi sono ritirato ma, volendo, avrei avuto ancora un paio d'ore a disposizione per comprare qualcos'altro. Tornare negli stessi luoghi in cui andavamo quasi tutti i pomeriggi con Gianna e Francesca mi fa un po' effetto. Tra tutti quanti, forse, il negozio che mi mancherà di più è Hobby Lobby. Infatti, mentre per il fai-da-te in Italia ci sono parecchi Brico-centers (le versioni americane si chiamano Lowe's e Home Depot) non c'è un posto dove è possibile trovare tutto quanto può servire per chiunque abbia un hobby (dal modellismo al ricamo, dalla pittura allo scrapbooking, etc). Forse sarà perchè gli italiani non hanno tanto tempo libero, impegnati come sono a intasarsi nel traffico e a cercare parcheggio. Anche Bed Bath & Beyond è un bel negozio, in parte assomiglia alla zona dell'Ikea dove si possono trovare gli accessori per bagno e cucina. Ma qui ha un fascino particolare. Ci sono tantissimi strumenti diversi, insoliti. Ce ne sono alcuni che attirano maggiormente la mia attenzione, sono quelli che riportano sulla confezione "As seen on TV", cioè sono quei prodotti strani e geniali, quei brevetti sorprendenti, come l'apribarattolo elettrico o certi attrezzi per il relax, ad esempio, che spesso vediamo soltanto in TV e possiamo acquistare solo al telefono o su internet. Ogni volta faccio una fatica enorme per non comprarli. Il regno di Gianna, invece, è sempre stato Marshalls, Ross o TjMaxx dove l'abbigliamento di marca è a portata di portafoglio. Un vera delusione, invece, quando sono arrivato al grande Mall per rivedere il negozio preferito di Francesca, il Disney Store... ebbene è stato chiuso! Evidentemente i migliori clienti che l'hanno sostenuto economicamente per questi 4 anni si stanno trasferendo... ho il presentimento che forse ne apriranno un altro a Roma.

Gianna e uno dei suoi negozi preferiti.


04/07/08    Il 4 luglio.
Mentre a Roma si piange, qui in America si festeggia. Oggi è il 4 luglio e come tradizione gli americani si danno alla pazza gioia. Ovunque da est e ovest, da nord a sud, ci si riunisce tutti in famiglia ad abbrustolire la carne sul barbecue e, appena calato il sole, tutti a scoppiare petardi e mortaretti. Quando gli americani ci si mettono, non c'è niente da dire, sono dei veri professionisti. Noi a capodanno ci accontentiamo di fare qualche botto molto forte, da far tremare i vetri delle finestre oppure a sparare qualche pistolettata qua e la, qui invece, come sempre, è la scenografia che conta. Tutti si sono dati da fare in una competizione tra vicini, fino all'ultimo botto multicolore. Avrei potuto andare a vedere i fuochi importanti, quelli organizzati a livello comunale (quest'anno erano al Town Bridge Center), invece ho preferito trascorrere il 4 luglio con gli americani, in una vera famiglia. E' stato gentilissimo Alfonso ad invitarmi ed io ho accettato di buon grado. Ci siamo proprio divertiti. Malgrado una pioggerellina fastidiosa non ci siamo persi d'animo ed abbiamo giocato a pallavolo per quasi 4 ore! Sono veramente distrutto. Credo che domani non mi alzerò dal letto. Non giocavo da almeno vent'anni ed allora pesavo anche 25 kg di meno... Comunque, tra punti persi e punti guadagnati, credo di non aver fatto una figuraccia. Del resto, a parte Alfonso, tutti gli altri avevano almeno 10 anni meno di me. Nel frattempo i bambini si deliziavano in piscina. La piccola Claudia è stata in ammollo 4 ore consecutive. Sul tavolo carne, salsicce, fagioli, insalate, macedonia e dolci. Nei frigoriferi bibite ghiacciate a volontà. Al termine della serata, come dicevo, almeno due ore di fuochi ininterrotti a livello professionale. Non ho osato chiedere ad Alfonso ed ai suoi generi quanto sia venuto a costare quello spettacolo... comunque, complimenti!

I festeggiamenti per il 4 luglio.


03/07/08    Angelo.
Oggi avrei voluto cominciare la mia analisi sui 42 mesi passati qui ad Huntsville. Ma una notizia che mi è giunta da Roma mi ha rattristato molto e mi ha subito portato alla mente quanto la nostra permanenza in terra Americana ci ha tolto. Angelo, un amico che viveva a Passo Corese alle porte di Roma, ci ha lasciati dopo atroci sofferenze, per un male incurabile. Aveva un anno meno di me. Eravamo cresciuti insieme anche se le nostre vite, inevitabilmente, ci avevano portati in direzioni diverse. Era un grande artista e un grande uomo. Da ragazzo lo ammiravo perché in ogni attività, ogni iniziativa che intraprendeva, riusciva a raggiungere in breve tempo la perfezione. Ricordo, da piccoli, giocavamo a soldatini o con il trenino e lui realizzava plastici e campi da battaglia con una perfezione certosina, da vero esperto. Gli piaceva andare in bicicletta e divenne uno dei migliori a livello nazionale in campo dilettantistico, tanto da pensare seriamente di diventare professionista. Ma il suo talento principale era l'arte grafica. Sembrava che Dio stesso volesse disegnare attraverso le sue mani. Riusciva a realizzare dei capolavori con una perfezione fotografica. Infatti uno dei suoi tanti mestieri fu quello di disegnare a mano libera le illustrazioni per i libri di medicina. Fu un grande scenografo, ultimamente lavorava per Mediaset, le scenografie di tutti gli spettacoli più importanti degli ultimi anni sono stati realizzati da lui. Angelo di nome e di fatto, nella vita privata era un pezzo di pane, sempre con il sorriso, sempre con una parola buona per tutti, mai uno scatto d'ira, ma sempre tantissima dolcezza nei confronti di tutti. Non riesco ad immaginare il dolore che stanno provando i suoi genitori, sua moglie Claudia e le tre bellissime bambine. Che disgrazia! Evidentemente il Signore ha voluto vicino a sé un grande artista e un grande uomo. Da oggi in poi, ogni volta che ammirerò i fantastici colori della natura, un bel tramonto, un cielo azzurro, il verde dei prati, voglio immaginare che ci sia anche un piccolo tocco, da lassù, del mio grande vecchio amico... Ciao Angelo!

Una candela per Angelo.


02/07/08    Luglio.
Una canzone di Riccardo del Turco di 40 anni fa (1968) diceva "Luglio, col bene che ti voglio vedrai non finirà...". Io invece spero che finisca molto presto. Ad ogni modo, volente o nolente, devo stare qui ad aspettare e non posso neanche stare con le mani in mano, ho mille attività da fare. E' incredibile ma ogni giorno, invece di diminuire, sembrano aumentare sempre di più. Mi sta venendo il terrore di non riuscire a fare tutto quello che c'è da concludere prima del trasloco sapendo che non ci sono alternative, tutto quello che non parte e non vendo, non butto o regalo, dovrà entrare in un paio di valigie. Bando alle ciance, mancano esattamente 4 settimane alla mia partenza e credo che sia giunta finalmente l'ora di trarre le mie (e nostre) conclusioni e considerazioni su tutta la nostra avventura. Dovrò esprimere il mio parere su cosa ci ha dato e cosa ci ha tolto, su come e cosa sono questi americani e quest'America, in più o in meno rispetto agli italiani e all'Italia (o all'Europa in genere). Ma comincerò ad affrontare il discorso a partire da domani. Per oggi voglio fare soltanto qualche saluto: a mia suocera Michela che è finalmente tornata a casa dopo un soggiorno in ospedale, a Francesca che si è ripresa dalla febbre ed è stata felicissima di riabbracciare la nonna, a Gianna che non ha chiuso occhio per molte notti e finalmente ora può rilassarsi un po’, agli sposini Antonio e Lucia che sono tornati dal viaggio di nozze, a Davide che ha brillantemente superato gli esami di terza media, a Rita di Pompei che oggi compie gli anni e a zia Sr. Vandina e Rocco che li compiono domani ed infine buon onomastico a tutti coloro che si chiamano Grazia e Graziano.

Gli sposi Antonio e Lucia sono tornati dal viaggio di nozze.


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